giovedì 1 maggio 2014

"Il Codice Lampugnani?": il Palio lo vince Tanaro


Lasciando da parte per un momento la cabala ufficiale, che presenteremo quando il Palio verrà stimato, il dipinto di Lampugnani da cui è stato riprodotto il Palio, in mostra attualmente a Palazzo Mazzetti per l'esposizione "Asti nel '600", ci offre diverse chiavi di lettura, alcune molto suggestive.

Se fosse un romanzo, si chiamerebbe il "Codice Lampugnani", dal nome dell'autore che ha raffigurato il Santo ritratto nel dipinto.

Chi si recasse in visita a Palazzo Mazzetti ( e il consiglio è quello di andarci, perché davvero sono esposti dei piccoli capolavori che sono presenti nelle nostre chiese e che meriterebbero una maggiore valorizzazione) noterebbe, nella sala in cui è esposto il dipinto del Palio 2014, una strana particolarità, come si vede nella foto sotto.


Il quadro di Lampugnani è esposto proprio davanti ad un altro, messo nella parete di fronte, e lo sguardo del Santo è fisso proprio su questa tela. E quale è questa tela? Eccola:


Si tratta di un dipinto della fine del '500 di Camillo Procaccini, pittore parmense ma attivo in tutta Italia, che raffigura il battesimo di Cristo sul Giordano, è però verosimilmente ambientato, vista anche la committenza locale, in un paesaggio fluviale nostrano, come il fiume Tanaro. I colori del dipinto sono tutti tendenti all'azzurro e al blu, con una componente "acquatica" molto marcata.
Ma la cosa più importante è questa: dove è conservato il dipinto? Nella chiesa della Santissima Annunziata del Borgo Tanaro, ovvero la chiesa madre del borgo fluviale.
Solo coincidenze? Vedremo, intanto almeno per quello che riguarda la collocazione del dipinto, la cabala parla chiaro, e Dan Brown ci andrebbe a nozze.  Il Santo raffigurato sul Palio guarda dritto negli occhi in direzione di Tanaro, e guarderà per molti mesi a venire fino al 21 di settembre. Se per il popolo di Tanaro è un bene o un male.. beh, questo sta a voi deciderlo.