giovedì 16 agosto 2018

Palio di Siena - Alla Giraffa la Provaccia

Foto di Brontolo dice la sua - tratta da www.brontolodicelasua.it
Dopo che la giornata del Palio si è aperta, come da tradizione, con la celebrazione della "Messa del fantino", è andata in scena pochi minuti fa la Provaccia, ultima prova in vista del Palio di Siena di questa sera.

All’ordine del Mossiere Fabio Magni, le Contrade sono entrate tra i canapi nel seguente ordine: Civetta (Giosuè Carboni “Carburo” -Tabacco), Drago (Andrea Mari “Brio” - Phatos de Ozieri), Pantera (Jonatan Bartoletti “Scompiglio” - Rexy), Valdimontone (Antonio Siri “Amsicora” - Schietta), Nicchio (Luigi Bruschelli “Trecciolino” - Tale e Quale), Leocorno (Carlo Sanna “Brigante” - Osama Bin), Giraffa (Francesco Caria “Tremendo” - Queen Winner), Bruco (Sebastiano Murtas “Grandine” - Solu Tue Due), Tartuca (Giovanni Atzeni “Tittia” - Rodrigo Baio) e, di rincorsa, Lupa (Giuseppe Zedde “Gingillo” - Porto Alabe).

Tre mosse false, con le forzature di Nicchio e di Giraffa che costringono il Mossiere ad annullare le partenze. Alla mossa buona scattano bene la Civetta, la Pantera e il Drago. Pochi metri più tardi prende la testa la Giraffa che precede il Drago tenendo un ritmo piuttosto blando. Da dietro risale il Nicchio che nel corso del secondo giro va in testa. Al terzo ed ultimo Casato è però la Giraffa a riprendersi la testa e ad andare a vincere la Provaccia.

mercoledì 15 agosto 2018

Verso il Palio 2018 - Il Rione Cattedrale


Il Rione della Cattedrale prende il nome dalla pregevole fabbrica gotica che si erge in tutto il suo magico splendore a occidente dell’antico centro storico. Il duomo, che nelle forme attuali risale al XIV secolo con torre campanaria del 1266, rappresentava, nel Medioevo, il fulcro della vita astese: nella attigua piazza si svolgeva un importante mercato e da quella stessa piazza, ancora oggi, prende avvio il corteo storico del Palio.

COLORI: bianco e azzurro

RETTORE: Giuseppe Monticone

VITTORIE:






1977

Marco Grattarola su Larson

Rettore: Giovanni Pasetti


TEMA DELLA SFILATA: "Fuit confessus…Banchieri, usura e salvezza dell'anima"

Tra il XIV e il XV secolo, grazie alla attività di prestigiose famiglie di banchieri e mercanti, Asti si collocava all’ottavo posto tra le città più ricche della penisola. Grandissime quantità di denaro, alimentate soprattutto dai traffici commerciali, circolavano tra le sue mura e venivano ridistribuite da nord a sud in tutta Europa sotto forma di prestiti su pegno che i banchieri astigiani - conosciuti come Lombardi - concedevano attraverso le numerose casane situate anche al di là delle Alpi. Una ricchezza che però attirava spesso gravi accuse, prima tra tutte quella di essere usurai.
Considerata dalla Chiesa un peccato gravissimo, l’usura prevedeva una terribile pena eterna, ben rappresentata da Dante nel suo Inferno: il poeta colloca gli usurai tra i violenti contro Dio, natura e arte, costretti eternamente a sedere nudi su un deserto di sabbia infuocata portando al collo una tasca col blasone della propria famiglia. Una prospettiva terrificante, visivamente rappresentata nei codici danteschi del XIV e del XV secolo, che doveva fungere da deterrente contro questa pratica proibita.
La Chiesa, madre generosa, era tuttavia pronta ad accogliere i rei confessi che, pentiti e pronti al risarcimento delle ricchezze indebitamente percepite, a lei si rivolgevano per salvare la propria anima dalla dannazione eterna. Il Capitolo della Cattedrale, il  più importante centro notarile  ecclesiastico della città, diventa quindi il luogo di raccolta di queste ammissioni di colpa: numerosi sono infatti i documenti in cui banchieri di famiglie come Solaro e Pelletta, sul finire della propria vita, affermavano di aver praticato l’usura e percepito male ablata - il sequestro di beni a risarcimento di un prestito -, confessioni che i notai diligentemente trascrivevano indicando l’ammontare delle ammende, destinate a usi pii e al sostegno dei poveri. La buona o cattiva gestione del denaro, soprattutto in  ambiente  di forte circolazione  di ricchezze, era costante oggetto  di attenzione da parte dell’istituzione ecclesiastica, massima autorità civile e morale: vizi come l’Avarizia e la Prodigalità erano duramente condannati mentre la Liberalità era esaltata quale importante virtù del buon banchiere. Il Rione Cattedrale intende far rivivere momenti di pubblica penitenza in cui le nobili famiglie si confessano davanti al Capitolo, ben consapevoli della eterna pena che li attende in caso di morte impenitente.

FANTINO: Il sogno della vittoria accarezzato e quasi tramutato in realtà nel 2016 e la finale partita male ma conclusa poi al quinto posto lo scorso anno sono valse, anche per il Palio del 2018, la riconferma a Dino Pes. Anche il prossimo 2 settembre sarà quindi Velluto a provare a portare l'atteso e ambito Drappo al Rione del Duomo, provando ad interrompere un incantesimo negativo lungo ormai oltre 40 anni. Pes correrà ad Asti il suo sedicesimo Palio in Piazza Alfieri, il terzo in biancoazzurro. Debuttante nella nostra corsa nel lontano 2000 con i colori di San Martino San Rocco, Velluto ha poi difeso anche i colori di Castell'Alfero (2001, 2002 e 2004), Viatosto (2006), Moncalvo (dal 2007 al 2011), San Lazzaro (2012) e San Secondo (2014 e 2015), prima di fare il suo approdo in Cattedrale nel 2016. In queste quindici edizioni Pes è stato capace di approdare in finale nove volte, risultato sempre ottenuto nelle sue ultime cinque partecipazioni astigiane. In queste nove finali, Pes, non è però mai riuscito ad andare oltre al quarto posto, risultato raggiunto in ben tre occasioni (2001, 2007 e 2016). 
Velluto arriverà in Piazza Alfieri al termine di un'annata particolarmente intensa, fatta di ottimi risultati ma anche di un brutto infortunio. Dopo un buon inizio nelle corse in provincia, infatti, Pes era stato vittima nel mese di aprile di una brutta caduta in quel di Legnano, che gli aveva causato anche alcune fratture. Determinato a tornare in forma nel più breve tempo possibile, Velluto è riuscito in un recupero in tempi rapidi, riuscendo ad essere al canapo al Palio di Legnano a meno di due mesi dall'incidente. Un Palio, quello lombardo, corso molto bene e concluso al secondo posto dal fantino sardo.  Dopo aver preso parte anche al Palio di Monticiano, poi, Pes ha saputo cogliere il trionfo in quel di Castiglion Fiorentino con i colori di Porta Fiorentina, tagliando per il primo il traguardo al termine di un Palio corso in maniera perfetta.

CAVALLI: Una presenza allo stadio, tre cavalli testati e due probabili scelte in vista del Palio del prossimo 2 settembre. Con ogni probabilità, stando a quanto emerso nelle scorse settimane, saranno Ribelle da Clodia e Robolt i due cavalli sui quali punterà il Rione Cattedrale. Entrambi testati nelle prove di giugno ed entrambi capaci di chiudere al primo posto le rispettive batterie, i due cavalli possono essere quelli giusti per far sognare i bianco-azzurri. Il primo, Ribelle da Clodia, cavallo vincitore di diverse corse regolari in ippodromo, in stagione ha iniziato a prendere parte a diverse corse e Palii, a iniziare da quello di Buti, terminato però in batteria. Dopo un secondo posto in una delle corse a Pian delle Fornaci, Ribelle ha disputato anche le prove del Palio di Ferrara, senza però prendere parte al Palio. Una stagione molto simile a quella di Robolt, anch'egli proveniente dalle corse regolari, anch'egli capace di ben figurare a Pian delle Fornaci con un primo e un terzo posto ed anch'egli presente a Ferrara in qualità di riserva di Bomario da Clodia. Il tutto in attesa di altre due esperienze da condividere, con i due cavalli che, salvo sorprese, prima di arrivare ad Asti dovrebbero prendere parte al Palio di Piancastagnaio. Ribelle e Robolt, infatti, sono i cavalli testati negli scorsi giorni nella cittadina toscana da Dino Pes, che il prossimo 18 agosto difenderà i colori della Contrada Castello. Probabile che proprio da lì arrivino maggiori indicazioni su quella che potrebbe poi essere anche la prima scelta "astigiana" del fantino bianco-azzurro.

LA SETTIMANA DEL PALIO:






- Giovedì 23 agosto - ore 18.30: Inaugurazione Mostra “Et ego scripsi. La Cattedrale e il suo archivio: storie di donne, storie di una terra”, presso il Museo Diocesano

-  Sabato 25 agosto - ore 20.00: Cenino presso il Cortile del Michelerio

- Lunedì 27 agosto:
- ore 16.00: prova corteo dei bambini e merenda
- ore 21.00: prova corteo adulti

- Mercoledì 29 agosto - ore 18.30: consegna delle piante legate all’iniziativa “Adotta un Gelso”

- Giovedì 30 agosto - ore 20.00: Cenino presso il Cortile del Michelerio – a seguire presentazione del Fantino in Piazza San Secondo

Sabato 1 Settembre - ore 20.00: Cena Propiziatoria presso il Cortile del Michelerio.

- Domenica 2 settembre - ore 9.30: Corteo nel rione, benedizione del cavallo e Santa Messa in Cattedrale

Palio di Fermo - La Contrada Fiorenza con Salvatore Blanco e Calliope da Clodia vince la Cavalcata dell’Assunta

Immagine tratta da www.cavalcatadellassunta.it
La Contrada Fiorenza, con il fantino Salvatore Blanco ed il cavallo Calliope da Clodia ha vinto la Cavalcata di Fermo, andata in scena pochi minuti fa.

Il Palio si è aperto con la disputa delle due batterie, così composte:

I BATTERIA:
Torre di Palme (Cristiano Di Stasio su Briccona da Clodia), Castello (Angelo Citti su Scontrosa da Clodia), Molini Girola (Peppino Morreale su Michelle), Fiorenza (Salvatore Blanco su Calliope da Clodia) e Campiglione (Andrea Collabolletta su Brigantes).

II BATTERIA: 
Capodarco (Adrian Topalli su Red Riu), Campolege (Valter Pusceddu su Dioniso da Clodia), San Martino (Simone Fenu su Sergigno), San Bartolomeo (Angelo Cucinella su Pasteur) e Pila (Virginio Zedde su Romanzo per Anna).

Le batterie hanno visto qualificarsi per la finale Fiorenza (Salvatore Blanco su Calliope da Clodia), Torre di Palma (Cristiano Di Stasio su Briccona da Clodia), Campolege (Valter Pusceddu su Dioniso da Clodia), San Martino (Simone Fenu su Sergigno) e, ripescata dopo il sorteggio tra lei e Castello, Capodarco (Adrian Topalli su Red Riu).

La finale ha visto scattare subito in testa Fiorenza, seguita da Campolege e Torre di Palma. Campolege ha provato la rimonta per tutta la durata della corsa ma Fiorenza è stata innaravabile e ha tagliato per prima il traguardo precedendo Torre di Palma e Campolege.

Si rivela così più che corretta la scelta di Fiorenza di affidare a Salvatore Blanco la forte Calliope da Clodia. Per Blanco, scelto ieri da Fiorenza, si tratta del primo successo a Fermo. 

Fiorenza ottiene la sua quarta vittoria a Fermo, nonché la seconda in tre anni dopo il trionfo del 2016.

Palio di Siena - Il Nicchio vince la Prova Generale

Foto di Brontolo Dice La Sua - tratta da www.brontolodicelasua.it
Si è disputata pochi minuti fa la Prova Generale in vista del Palio di Siena di domani sera. 

Dopo la carica dei Carabinieri a cavallo, per la penultima delle Prove in programma le Contrade sono entrate tra i canapi nel seguente ordine: Lupa (Giuseppe Zedde “Gingillo” - Porto Alabe), Tartuca (Giovanni Atzeni “Tittia” - Rodrigo Baio), Bruco (Sebastiano Murtas “Grandine” - Solu Tue Due), Giraffa (Francesco Caria “Tremendo” - Queen Winner), Leocorno (Carla Sanna “Brigante” - Osama Bin), Nicchio (Luigi Bruschelli “Trecciolino” - Tale e Quale), Valdimontone (Antonio Siri “Amsicora” - Schietta), Pantera (Jonatan Bartoletti “Scompiglio” - Rexy), Drago (Andrea Mari “Brio” - Phatos de Ozieri) e, di rincorsa, Civetta (Giosuè Carboni “Carboni” - Tabacco).

Mossa rapida, con buono spunto di Lupa, Bruco, Valdimontone, Tartuca e Pantera. A prendere la testa è la Lupa che tiene la prima posizione davanti alla Pantera per due giri. Nel corso dell’ultimo giro risale il Nicchio che prende la testa e va a vincere la Prova Generale.

Palio di Siena - La Civetta vince la quarta prova

Foto di Brontolo dice la sua- tratta da www.brontolodicelasua.it
Dopo l’annullamento delle due prove in programma ieri, questa mattina, seppur con uno slittamento di un’ora rispetto all’orario inizialmente previsto, è andata in scena la quarta prova in vista del Palio di Siena di domani, giovedì 16 agosto.

Prima di lasciare la parola al Mossiere per chiamare le Contrade tra i canapi, la Piazza, con i fantini in piedi accanto ai rispettivi cavalli, ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle persone decedute ieri a Genova.

Seguendo l’ordine di ingresso prestabilito, le Contrade sono state chiamate tra i canapi come segue: Tartuca (Giovanni Atzeni “Tittia” - Rodrigo Baio), Bruco (Sebastiano Murtas “Grandine” - Solu Tue Due), Nicchio (Luigi Bruschelli “Trecciolino” - Tale e Quale), Drago (Andrea Mari “Brio” - Phatos de Ozieri), Civetta (Giosuè Carboni “Carburo” - Tabacco), Giraffa (Francesco Caria “Tremendo” - Queen Winner), Valdimontone (Antonio Siri “Amsicora” - Schietta), Pantera (Jonatan Bartoletti “Scompiglio” - Rexy), Leocorno (Carlo Sanna “Brigante” - Osama Bin) e, di rincorsa, Lupa (Giuseppe Zedde “Gingillo” - Porto Alabe). Proprio la Lupa è stata l’unica Contrada a cambiare fantino rispetto alla prima prova di lunedì sera, con Guglielmi che, come previsto, è stato sostituito da Gingillo.

Al primo tentativo di allineamento le Contrade si schiacciano verso il basso e, con la Lupa che non entra e il Leocorno che forza il canapo, il Mossiere abbassa precauzionalmente permettendo ai cavalli di compiere un giro di sgambatura.
Il secondo tentativo è quello buono, con la Giraffa che si sposta in prima posizione e la Lupa che, dopo qualche minuto, entra dando il via alla prova. A prendere la testa è la Giraffa, seguita da Tartuca, Pantera e Bruco. La Giraffa allunga per due giri, mentre da dietro risale forte la Civetta che, dopo il passaggio all’ultimo San Martino, prende la prima posizione e vince la prova.

martedì 14 agosto 2018

Verso il Palio 2018 - Il Comune di Canelli


Canelli, centro spumantiero noto a livello internazionale, si trova a 30 km a sud di Asti. Il paese, dominato dall’imponente mole del castello Gancia, ha il suo fulcro nella produzione vinicola di alta qualità dovuta, soprattutto, a terreni particolarmente vocati per la coltivazione del vitigno moscato, “padre” del rinomato Asti Spumante.

COLORI: bianco e azzurro

RETTORE: Giancarlo Benedetti

VITTORIE: 






1974

Mauro Finotto "Jora" su Anin "Spumantino"

Rettore: Gian Carlo Pulacini


TEMA DELLA SFILATA: "Opere idriche in Canelli: nobili e popolo finanziano e ringraziano"


Il territorio canellese è caratterizzato dalle alte colline tipiche di questa zona compresa tra Monferrato e Langa Astigiana ed è situato sul primo  aprirsi della valle del torrente Belbo, su una porzione di pianura circoscritta dalle ultime propaggini della collina astigiana lungo la riva destra del Tanaro e dalle prime pendici della Langa. La coltura della vite, che tuttora domina il paesaggio, era già largamente diffusa a Canelli nell’epoca romana. Dopo il crollo dell'Impero romano, Canelli vive un lungo periodo di decadenza, ma a partire dall'Alto Medio Evo, inizia, con orgoglio, a rifiorire.
Verso la metà dell'XI secolo giungono sul territorio i discendenti dei Conti di Acqui che ne assumono la Signoria ampliando il loro potere grazie ad una estesa ramificazione parentale, che darà origine al Consortile di Canelli, comprendente anche numerosi territori del Circondario. Nel 1235 i Signori del Consortile si sottomettono al comune di Asti e, da quel  momento, Canelli, ininterrottamente sino ad oggi, seguirà le vicende storiche dell'Astesana. Quando Luigi d'Orleans, diventato Signore di Asti, decide di occuparsi delle località recate in dote dalla consorte Valentina Visconti inizia a regolamentare e controllare i redditi derivanti dai molini ed incentiva la costruzione di opere irrigue in tutto il territorio da parte delle comunità locali, le più interessate allo sviluppo ed alla produzione agricola e vitivinicola. Questi corsi d’acqua artificiali, tipici del paesaggio agricolo delle pianure pedemontane alpine e padane in generale, venivano detti “bealere”, da beale bedale che significa 'rivo'.
Nel Corteo del Palio di quest’anno la città di Canelli intende celebrare un momento di particolare giubilo da parte di tutta la popolazione, che unisce tutti i gruppi sociali che hanno contribuito alla realizzazione della cosiddetta “bealera orléanese”. Sfileranno dunque contadini festanti con i doni della terra  –  che si auspicano più abbondanti grazie alla nuova derivazione –mercanti e artigiani che, grazie alle nuove installazioni di molini, possono incrementare le loro produzioni e i commerci, prosperose balie e vivaci lavandaie cariche di panni candidi e puliti e ancora nobili feudatari che hanno elargito le somme necessarie alla realizzazione del canale, contribuendo alla crescita ed all’arricchimento del territorio da loro amministrato.

FANTINO: Per il quinto anno consecutivo il Comune di Canelli ha scelto di affidarsi a Massimo Columbu, fantino che già in due occasioni, nel 2015 e nel 2017, è stato capace di portare i biancoazzurri in finale. Quella dello scorso anno era stata la sesta finale ad Asti per Columbu che, in Piazza Alfieri, aveva debuttato nel lontano 1996 con i colori di San Secondo. Dopo quel Palio, terminato all'ottavo posto in finale, "Veleno II" ha corso ad Asti in altre quattordici occasioni, vestendo i colori di Don Bosco, Moncalvo, Montechiaro, San Silvestro e, appunto, Canelli. Nelle sue quindici esperienze astigiane, Columbu, vanta come miglior risultato un quinto posto ottenuto nel 2000 con Don Bosco. In questo 2018 Columbu ha preso parte ai Palii di San Vincenzo, Mordano e Feltre.

CAVALLI: Una sola presenza nelle prove allo stadio, a luglio, ed un solo cavallo testato, Remorex, il mezzosangue che con ogni probabilità sarà quello scelto da Canelli per il Palio del prossimo settembre. Se ciò dovesse, come sembra, accadere, Canelli si ripresenterebbe al canapo in Piazza Alfieri con la stessa accoppiata che lo scorso anno seppe chiudere in sesta posizione la finale. Cavallo esperto ed affidabile, Remorex in stagione ha preso parte alle corse a Monteroni, oltre che alle prove d'addestramento ad Asti nel mese di luglio quando, inserito nella batteria conclusiva della serata, ha chiuso la sua prova al quarto posto. 

LA SETTIMANA DEL PALIO:
- Sabato 1 Settembre - ore 20.45: Brindisi Propiziatorio in Piazza Cavour.