mercoledì 31 agosto 2011

Il Palio perde un protagonista: Abbashan non correrà a settembre

Il cavallo montato l'anno scorso da Antonio Siri per Montechiaro
Era stato dato prima alla Cattedrale, rivendicato dal borgo Tanaro, che lo avrebbe fatto volentieri montare da Gianluca Fais,  il vincitore dello scorso Palio. Stiamo parlando di Abbashan, cavallo conteso (e vincente) che quest'anno non potrà essere in pista in piazza Alfieri.
Il cavallo si è infatti infortunato: da quanto si apprende, infatti, l'incidente sarebbe avvenuto durante un allenamento all'ippodromo di Pisa. Nulla di serio, ma per il purosangue si chiudono così le porte di un palcoscenico già annunciato sulla piazza di Asti.

Battesimo del Borgo, domenica alla Torretta


Il settembre paliofilo del Comitato Palio Torretta si aprirà con una nuova iniziativa: il Battesimo del Borgo che avrà luogo domenica 4. Il programma della giornata prevede una cerimonia religiosa e una paliofila. Alle 10, nella chiesa Nostra Signora di Lourdes, il parroco don Italo Francalanci impartirà il battesimo religioso a tre bambini: Luca Carosso, Nicolò Vicentini e Samuele Maugeri. Successivamente don Francalanci benedirà i fazzoletti biancorossoblu del Comitato Palio. A seguire il rettore del Comitato Palio Borgo Torretta, Giovanni Spandonaro, consegnerà il fazzoletto benedetto ai tre bimbi neobattezzati e a tutti i bambini residenti nel borgo nati negli ultimi sette anni (dal 2004 in poi). 

La mattinata di festa si concluderà con un pranzo nella piazzetta antistante la sede del Comitato Palio in corso Ivrea 6.

I genitori che desiderano far partecipare i propri bambini al Battesimo del Borgo sono pregati di mettersi in contatto al più presto con il Comitato Palio telefonando ai numeri 348/6918601 - 347/2655796 - 328/7786059.

Corse allo stadio, del 27 agosto, la fotogallery

Tutte le immagini della riunione allo stadio di sabato scorso.
Più di cento immagini da cliccare nella  Fotogallery di Atnews

martedì 30 agosto 2011

Il Canapo e il Collegio dei Capitani e delle Contrade di Legnano, una nuova collaborazione per il mondo del Palio




Una nuova collaborazione nel mondo del Palio.
Il Collegio dei Capitani e delle Contrade di Legnano e la testata Il Canapo si uniscono in una nuova collaborazione in merito ad uno scambio di notizie tra il Palio di Legnano ed il Palio di Asti.

Questo garantirà per i lettori dei due portali notizie fresche sulle due realtà accomunate dalla passione e dei colori delle contrade legnanesi e dei rioni, borghi, e comuni astigiani.

Il Palio lombardo e quello piemontese sono realtà molto vicine tra loro, e non sono nuove a progetti comuni, come le due mostre organizzate lo scorso anno sulla rispettiva costumistica dei cortei storici presso la Pinacoteca del Castello Visconteo di Legnano a maggio e al Battistero di San Pietro di Asti a settembre stanno a dimostrare.

Domani sera Consiglio del Palio per mettere a punto gli ultimi dettagli tecnici della Festa

Ultima riunione domani sera del Consiglio del Palio, alle ore 21.30 in Municipio. All'ordine del giorno, gli ultimi dettagli tecnici in vista della corsa di settembre. Verranno rese note, in tale occasione, il calendario delle pre visite che verranno effettuate ai cavalli iscritti alla corsa del Palio nei giorni di mercoledì, giovedì' e venerdì  mattina dalla Commissione veterinaria presso le scuderie Simonazzi.
Altri punti all'ordine del giorno, le ultime disposizioni riguardanti il corteo storico della Domenica (quest'anno è prevista una rappresentanza in costume di Enrico VII di Lussemburgo) e del corteo dei bambini previsto il sabato pomeriggio.
In consiglio del Palio verrà anche comunicata la nuova disposizione dei posti riservati ai rettori e ai vice rettori in tribuna stampa.

E su Facebook impazza la mania delle "spille" virtuali

La foto del Profilo FB di Maurizio Rasero 
Una semplice applicazione da inserire sul proprio profilo Facebook, un "fazzoletto" virtuale dove ostentatare orgogliosi i colori del proprio rione, borgo o comune anche sul social network più diffuso al mondo.
Il Palio entra su facebook, tramite PicBadges, una sorta di  spilla cibernetica da inserire sopra la propria foto. L'applicazione può raffigurare di tutto, dal simbolo della pace al volto del presidente Usa Barack Obama, ma i molti borghigiani presenti on line hanno adattato l'immagine con i simboli dei propri rioni.
Una sorta di moda che sta dilagando per la rete e coinvolge molti astigiani. L'artefice di tutto questo? Pare il rettore di Tanaro, Maurizio Rasero. " l'ho scoperto per caso su Facebook - racconta Rasero - e l'ho fatto per i tanarini. In un giorno sono stati creati 80 "spille" con l'emblema di Tanaro"
"Ora - continua Rasero con la sua verve ironica-  noto che vedendolo da noi gli altri si stanno adeguando come sempre!!".
Certo, concludiamo noi, nel Palio c'è molto di virtuale, ma la rivalità e quello spirito sanguigno che contraddistingue la nostra Festa rimane sempre molto ma molto reale. 

lunedì 29 agosto 2011

Ufficiale, "Brio" a San Silvestro, per il "Buce" si spalancano le porte di Canelli

Una foto dell'ultima vittoria di San Silvestro, era il 1992
L'ultimo dubbio è stato sciolto: il fantino di San Silvestro, come l'anno scorso, sarà Andrea Mari "Brio".
"Il fantino proseguirà così - fanno sapere fonti degli oro - argento - la strada intrapresa lo scorso anno in un cammino di fiducia reciproca".
Il fantino porterà alcuni cavalli tra cui sceglierà nei giorni precedenti il Palio.
A questo punto, Maurizio Farnetani, il "re" della piazza, (sue vittorie al Palio Moncalvo '88 e '89, Tanaro '90, Don  Bosco '96, San Secondo Giubileo '00, Santa Maria Nuova '05 e '06) rischia di rimanere senza corona. Attualmente, infatti, non è accreditato ufficialmente in nessuno dei 21 partecipanti alla corsa. Si potrebbe per il "Buce" spalancare la porta di Canelli, comune che spesso ha fatto di "necessità virtù" riciclando negli anni vecchie glorie e fantini un po' in decadenza?

Alcune indicazioni dalle corse del Censin Bosia

Il pubblico sabato sera alle corse del Censin Bosia (SP)

Andiamo ad analizzare alcuni dei protagonisti della serata di sabato sera in vista delle prossimi giorni che ci accompagneranno al Palio.

SAN SECONDO: Indubbiamente Silvano Mulas è stato il mattatore della serata. Competitivo in ogni corsa, ne vince due su cinque e si  piazza secondo in una terza. Sinonimo di cavalli competitivi, ora per San Secondo la difficoltà pare scegliere un purosangue che per caratteristiche possa rendere al meglio sul tracciato di piazza Alfieri.

SAN MARTINO - SAN ROCCO: Serata "no" invece per Walter Pusceddu, quest'anno con la giubba bainco verde. Bighino si piazza ultimo nella seconda corsa secca, fa monatare Hiksos da Martin Ballesteros nella 4 gara e  da forfait nell'ultima corsa. Dalla "Burga dji lader" assicurano che si tratta solo di un episodio isolato e di una serie di sfortunate coincidenze e non c'è nulla di cui preoccuparsi. Vedremo

DON BOSCO. Impressiona molto bene Andrea Coghe con Il Farmacista nella quarta corsa, che vince con una certa facilità. Se le carte rimangono tali fino al 18 settembre, si preannuncia un esordio in grande stile per Coghe Junior. L'unica incognita rimasta è la possibilità che il purosangue non corra per Don Bosco, come è stato vociferato in questi giorni sul forum.

SANTA CATERINA: I rosso celesti puntano su Donato Calvaccio e fanno bene, perché il fantino in questi ultimi anni è cresciuto molto a dimostrazione che il lavoro serio paga. "Il musico" vince l'ultima gara, lasciando dietro di sè fantini del calibro di Massimino e di Ballestreros. Una bella soddisfazione.

CATTEDRALE: Murtas un po' opaco rispetto alle altre volte, ma probabilmente le scelte del rione bianco e azzurro in tema di cavallo sono già state fatte tempo fa. Un'altro esordio in piazza Alfieri da tenere d'occhio, se non altro perché Murtas difenderà i colori della "nonna" del Palio,  sempre in prima fila come risorse e voglia di vincere

SAN PAOLO: Due i cavalli provati dal giovane Federico Ghiani, fantino della contrada dell'Aquila a cui la dirigenza giallo - nera ha poi preferito all'ultimo Tittia. I giallo rossi però, non sono limitati solo alla scelta dei sue esemplari portati in pista sabato sera.

SAN PIETRO: Amsicora non si è scoperto più di tanto disputando un paio di gare senza spingere al 100 per cento. Vedremo le scelte dei rosso verdi per la terza domenica di settembre.

Il quadro è comunque parziale: alle corse sono mancati protagonisti di primo piano come Virginio Zedde, Atzeni, Fais. Qualche tassello deve ancora ricomporsi: le scelte della Torretta e di San Lazzaro, tra loro indissolubilmente legate, e la scelta che dovrà ancora compiere Santa Maria Nuova se Bartoletti non potrà essere protagonista a settembre.



Corse allo stadio, i video delle cinque gare



DOMANI GALLERIA FOTOGRAFICA DELLE CORSE AL CENSIN BOSIA

sabato 27 agosto 2011

Corse allo stadio, ottimo Mulas, buone le prestazioni di Coppa, Calvaccio e Andrea Coghe

Un momento delle corse di ieri (foto Simona Perino)


Molte le indicazioni da questa serata di corse a pelo che si sono tenute alla stadio Censin Bosia. Cinque corse secche in programma con alla mossa Antonio Gagliardi, alla terza partecipazione consecutiva di quest'anno e nominato di fresco vice mossiere al Palio di Asti. Diciamo subito, rimandando i commenti "a freddo" più avanti, che ha molto impressionato l'onnipresenza di Silvano Mulas, praticamente sempre presente e sempre competitivo in ogni gara.

Da sx Siri, Nivolo, Murtas e Mulas (S.P.)
Subito buona la prima corsa secca con una partenza fulminea di Riccardo Coppa. Al seguito Antonio Siri con Peca Peca e un po' a sorpresa Salvatore Lo Manto.Tenta la rimonta all'ultimo giro Federico Ghiani che però si piazza quarto.

Nella seconda corsa secca prende la testa Silvano Mulas seguito da Federico Ghiani che trova dopo qualche metro la seconda posizione. Attacco di Leonardo Chessa che alla fine dei tre giri trova il terzo posto con il cavallo Umbertina. Buone anche i finali di Federico Arri e Sebastiano Murtas, rispettivamente quinto e quarto.

Un po' più elaborata la mossa della terza corsa. Dopo due partenze false, prende il sopravvento Sebastiano Murtas, che mantiene il controllo della gara fino al terzo giro, quando un'ottimo Silvano Mulas trova uno sprint  che sul rettilineo finale lo porta a vincere di un'attaccatura. Terza posizione per Antonio Siri e Riccardo Coppa, quarto.

Calvaccio in testa nell'ultima batteria (S.P.)
Ottima la partenza di Andrea Coghe nella quarta corsa secca, seguito dall'onnipresente Mulas e da Ballestreros. Mulas attacca fino alla fine, ma il cavallo di Andrea Coghe, Il Farmacista, tiene molto bene fino alla fine e taglia per primo il traguardo. Terzo Martin Ballestreros e quarto Donato Calvaccio.

Una partenza falsa per l'ultima corsa, che vede il cambio in corsa di Massimo Coghe che monta Elena For Ever al posto del figlio Andrea. Vince Donato Calvaccio, con una gara molto regolare ben gestita dal fantino astigiano che tiene dietro di sé Sebastiano Murtas e Massimo Coghe.

ORDINI DI ARRIVO


PRIMA CORSA SECCA


1)COPPA
2)SIRI
3)S. LO MANTO
4)GHIANI
5)BALLESTREROS
6)RIVOLTA
7)MIGHELI


SECONDA CORSA SECCA


1)MULAS
2)GHIANI
3)CHESSA
4)MURTAS
5)ARRI
6)BANDINI
7)PUSCEDDU


TERZA CORSA SECCA


1)MULAS
2)MURTAS
3)SIRI
4)COPPA
5)GIUSTI
6)SACCU
7)P. LO MANTO


QUARTA CORSA SECCA


1) A. COGHE
2) MULAS
3) BALLESTREROS
4)CALVACCIO
5)MIGHELI
6)SACCU


QUINTA CORSA SECCA


1)CALVACCIO
2)MURTAS
3)COGHE
4)S. LO MANTO
5)BALLESTEROS
6)ARRI


DOMANI E LUNEDI' GALLERIE FOTOGRAFICHE E ANCORA COMMENTI SULLA SERATA DEL CENSIN BOSIA

Ritorna "Palio al Palo"


Una foto d'archivio di Palio al Palo
Torna giovedì 1 e venerdì 2 settembre "Palio al Palo", la classica rassegna teatrale avente ad oggetto il Palio di Asti.

La 10° edizione di "Palio al Palo" vuol essere una "celebrazione" dell'intera storia del Concorso Teatrale, pertanto si è data la possibilità ai "concorrenti" di riproporre opere delle passate edizioni. E' pure stata ammessa, "fuori-concorso", la compagnia vincitrice della 1° edizione, quando il Premio non era ancora riservato ai soli partecipanti al Palio di Asti.

Nella decima edizione il trofeo della giuria popolare sarà sostituito da uno o più riconoscimenti ai partecipanti, ad esclusiva discrezione del Comitato Organizzatore, in base ai meriti acquisiti nell'intero ciclo della manifestazione.

La premiazione avverrà nella serata di sabato 3 settembre durante la cena di "quelli che il Palio lo recitano" e, a fine serata, verrà riproposta l'opera prima classificata.

Nella stessa serata sarà assegnato il titolo di Astigiano DOC 2011 ad un "personaggio" del tutto particolare .

PREMIO TEATRALE “PALIO AL PALO”
edizione 2011


Giovedì 1 settembre
Tanaro
con...Compagnia delle Susine.......... in...“Chi l’à vinsì?”

San Lazzaro
con...I ragazzi di S.D. Savio................. in...“Palliamone per tempo 2, la vendetta”

“ospiti”
con...I relegati al palo ............................ in...“Genesi e … dintorni”

Venerdì 2 settembre
Baldichieri
con...La Cumpania del Bontemp...... in ...“Di corsa al Palio”

Torretta
con...Gli Aslanti............................................. in ...“Una diretta a rischio”

“fuori concorso”
con ...I Varigliesi ...........................................in...“Na purga da caval”


Inizio spettacolo ore 21 – ingresso libero

venerdì 26 agosto 2011

Corse allo stadio, i nodi da sciogliere domani sera

Da dx in sns orario: Brio,Bucefalo, Scompiglio, Panico 
Le corse allo stadio di domani sera portano con sé alcuni quesiti riguardo alla corsa di settembre che sicuramente dovranno essere risolti.

CATTEDRALE: Se da una parte c'è l'ufficialità di Sebastiano Murtas come fantino dei bianco azzurri per il 2011, rimane il dubbio su quale cavallo porterà la Cattedrale alla corsa di Settembre.  Tra i candidati c'è anche Abbashan, che però potrebbe finire ancora a Tanaro.

SAN PAOLO: Federico Ghiani, fantino degli oro rossi, è la prima volta che viene alle corse allo stadio quest'anno. Test importante quindi per gli oro rossi che dopo domani sera avranno elementi più certi su quale cavallo (Strappo porterà al canapo due monte) presentare a settembre.

SANTA MARIA NUOVA: Dopo che Scompiglio si è infortunato a Siena, la Signora spera nella buona fortuna oppure sta incominciando a guardare altrove? Alle corse ci sono alcuni fantini, come Chessa, Coppa o Giusti, che potrebbero essere valutati positivamente dai rosa azzurri.

SAN LAZZARO: Anche se pare che Virginio Zedde non si muova dai giallo verdi, le voci su un suo passaggio alla Torretta continuano ad essere insistenti, anche per il buon momento che passa il purosangue inglese di proprietà di Panico. Tra i partenti domani c'è anche Bianchina, un fantino che potrebbe essere una buona scelta per San Lazzaro nel caso di un forfait di Panico.

TORRETTA: Il destino dei bianco rosso e blu pare legato a doppio filo con quello di San Lazzaro, almeno in questa fase di pre - Palio. Vedremo le scelte che porterà avanti la dirigenza.

SAN SILVESTRO: Buce o non Buce? Se Farnetani non va a San Silvestro, allora la giubba oro e argento la indosserà Andrea Mari. E in quel caso chi sarà il fantino degli spumantieri?

CASTELL'ALFERO: Molti davano Spiga monta di Castell'Alfero ma recentemente il rettore Sergio Ravizza ha detto che il fantino sarà un giovane non astigiano.. che sia nascosto tra i partenti di domani sera?

giovedì 25 agosto 2011

Corse allo stadio, le batterie


Corse allo stadio, sono 36 i cavalli iscritti


Remigio Durizzotto, alcune precisazioni del rettore di San Lazzaro

Remigio Durizzotto
"Mi fa male vedere certi commenti sul Canapo - ci dice il rettore di San Lazzaro Remigio Durizzotto in merito all'articolo pubblicato ieri sul borgo San Lazzaro - soprattutto se a firma di qualcuno che si dice "ex lazzarino". Il gruppo viene detto "essere allo sfascio"? Bene, spero che i ragazzi possano essere presenti in piazza al paliotto,così dimostreranno davvero cosa vuol dire essere allo sfascio" aggiunge Durizzotto.
" Il nostro gruppo è molto unito,  anche al di fuori del contesto del Palio - conclude il rettore giallo verde - io sono fiducioso del fatto che, anche se sarà impegnativo riuscire a cambiare l'esercizio per l'esibizione "in corsa", loro saranno in piazza San Secondo giovedì sera, proprio perché conosco il valore dei miei sbandieratori e musici"

Altro appunto invece sulla monta dei giallo verdi " Sia il Canapo che altri giornali ci danno monte che non ci sono. Voglio dire che Virginio Zedde è il nostro fantino e per ora non abbiamo nessuna intenzione di sostituirlo con nessun altro. Quindi per il momento è fuori discussione ogni cambio di monta di Panico".

mercoledì 24 agosto 2011

Corse allo stadio, si inizierà alle ore 20.30, per il momento sono previste solo "corse secche"


Paliotto, "giallo" su San Lazzaro: Carlo Biamino "faremo di tutto per esserci"

San Lazzaro vittorioso al Paliotto 2007
I ramarri di San Lazzaro, unica formazione presente nella serie A1 della Fisb daranno forfait al Paliotto degli sbandieratori in programma ad Asti il  15 settembre prossimi? La notizia è nell'aria da qualche giorno, dove si sono susseguite conferme e smentite di questa clamorosa notizia. Abbiamo chiesto una conferma ufficiale a Carlo Biamino, responsabile del gruppo sbandieratori e musici giallo - verdi e vice rettore del borgo San Lazzaro. "Il Paliotto è un impegno per noi imprescindibile e che cercheremo di onorare in ogni modo - ha detto Biamino - il problema, è, come si sa, che noi il 10 e l'11 settembre saremo impegnati a Bra in occasione della tenzone Aurea Fisb  e avremo pochi giorni davanti per adattare l'esibizione in vista del Paliotto".
Si tratterebbe, in buona sostanza, di passare dall'esercizio previsto per i campionati italiani a quello del Paliotto: "Un grande sforzo per risincronizzare i musici, e tutti i vari movimenti dell'esercizio. Comunque siamo fiduciosi della nostra presenza in piazza San Secondo il 15 sera.  Però la nostra partecipazione verrà decisa solo la settimana del Palio, dopo i campionati. Faremo regolarmente l'iscrizione alla manifestazione e daremo forfait a malincuore solo se le cose andranno come nella peggiore delle ipotesi".

Corse allo stadio, stasera scade il termine per le iscrizioni

Sabato sera al Censin Bosia di Asti saranno ancora corse a pelo, le ultime dele stagione prima della corsa di settembre.
Si prevede un buon numero di iscritti visto che per molti rioni  e borghi sarà l'ultima occasione per provare o scegliere le accoppiate in vista della Corsa in piazza Alfieri. Le iscrizioni termineranno stasera, mente nel Collegio dei Rettori in programma sempre stasera verranno sorteggiate le batterie. Appena avremo notizia dei cavalli iscritti e della composizione delle batterie ne daremo subito notizia

martedì 23 agosto 2011

Il Palio di Asti protagonista nella "città dei fiori"


Lo stand di Sanremo News con il materiale informativo sul Palio
C’è anche il palio di Asti al Moac di Sanremo, evento estivo della riviera dei fiori che raccoglie sempre molto successo di pubblico. Nello stand di Sanremonews.it (testata appartenente al gruppo editoriale Atnews, con cui il Palio di Asti ha un importante contratto di collaborazione) è promossa anche la manifestazione astigiana: un totem pubblicitario accompagnata dalla distribuzione dei depliant dell’evento.

Siamo felici che il palio abbia voluto utilizzare la presenza al Moac – afferma l'editore del gruppo Enrico Anghilante – il flusso di pubblico è sempre importante e i liguri spesso cercano per i loro week end occasioni in cui miscelare un evento alla enogastronomia. Il Palio di Asti promuove così tutta la provincia, con le sue eccellenze. Dopo il Moac sarà la volta della Grande Fiera d’Estate di Cuneo dove si adotterà il medesimo profilo, con una presenza in stand accompagnati dalla distribuzione di materiale illustrativo.

Il depliant del Palio? Secondo alcuni è un po' asettico

Il suo futuro è stato incerto fino alla fine, ma verso la metà di agosto ha fatto la sua comparsa anche quest'anno. Stiamo parlando del depliant del Palio, pubblicazione edita dal Comune che serve a spiegare il Palio ai forestieri (ma spesso anche a molti astigiani).
Quest'anno, oltre ai ritardi dovuti al suo incerto destino (da un paio di anni a questa parte, infatti, il depliant era pronto per le festività di maggio) a detta di molti la pubblicazione si presenta fredda, asettica e impersonale, priva insomma di quella enfasi e quella passionalità che dovrebbe trasparire da una manifestazione come la nostra.
Sulla copertina, un cavallo stilizzato formato da rombi di colori diversi che però poco sembrano ricordare i sodalizi che danno vita alla corsa.
Altro punto criticato, la mancanza quest'anno della spiegazione dei vari temi storici dei diversi rioni, borghi e comuni presenti alla corsa, tradizione consolidata negli anni.
Insomma, il depliant, come è stato scritto sul Forum del Palio, sembra essere stato fatto tanto per fare.

E se da una parte viene proposta la costituzione " da parte del collegio dei Rettori di una commissione che proponga e valuti durante l'anno l'immagine grafica del Palio", dall'altra si lamenta come mai "sul depliant del Palio non appare lo stemma ufficiale della manifestazione".

lunedì 22 agosto 2011

Gli "assassini" e quel "pane duro sette croste"

A Siena li chiamano "assassini" parola di certo non molto nobilitante ma che in qualche modo inquadra un po’ il rapporto, molto complesso tra i fantini e il borgo, rione, comune o contrada che si affida a loro per coronare i propri sogni di vittoria durante il Palio. Sono loro i veri protagonisti della Festa, sono loro che in buona sostanza reggono le fila di quello che è il Palio.

I loro soprannomi, che per il regolamento del Palio sono obbligatori nel momento in cui un nuovo fantino esordiente scende sulla pista per la prima volta, sono un concentrato di leggenda e anche di saggezza popolare, alcuni di questi sono conosciuti a tutti, anche ai non esperti di Palio: troviamo Aceto, Bucefalo, Massimino, Il Pesse.

Altri soprannomi sono più strani, quasi a sottolineare una peculiarità fisica o del carattere: Sergio Ruiu, chiamato "il Professore” a causa di quel suo comportamento un po' distaccato che lo differenziava così tanto da tutti gli altri fantini, vincitore due volte per San Paolo nel 1978 e nel 1979, oppure Renato Magari, chiamato “Il Biondo” a causa della sua lunga chioma, vincitore per Montechiaro nel 1981.

In altri soprannomi, la fantasia galoppa ancora di più e si trovano nomi strani e divertenti: Andrea Mari “Brio” per il suo carattere esuberante, poi Gingillo, Brucignolo, Canapino, Cianchino, Ciancone, Trecciolino, Cianchino, Bastiano, Tittia.

La memoria riporta alla mente anche altri fantini, magari un po' più indietro negli anni: ricordiamoRosario Pecoraro detto “Tristezza”, vincitore della terza edizione della nostra festa nel 1969 per San Pietro ( suo fratello Antonio, tra l'altro, la prima volta che corse nel Palio di Siena venne ironicamente ribattezzato “Sorriso”), poi Spingarda, al secolo Rinaldo Spiga, o il mitico Giovanni Manca, soprannominato “Gentleman”. A volte i soprannomi possono cambiare in base all'avverrarsi di questo o quel fatto: è il caso di Claudio Bandini, ribattezzato da “Leone” a, con ironia un po' cinica “Batticuore”, dal giorno in cui durante una corsa un arresto cardiaco lo colse sulla pista.

I fantini sono mercenari, su questo non c’è dubbio: è capitato vedere di frequente fantini vendersi e comprarsi a vicenda durante le lunghe permanenze al canapo in attesa di una finale, ma si è anche visto tanti fantini capaci di gesti di generosità, di ardore quasi estremo, a volte per imporsi più con il cuore che con il cervello.

E’ il caso di Mario Cottone, "Truciolo" fantino spesso tormentato ma anche di una bravura riconosciuta pure dai suoi più accaniti detrattori: non ci penso due volte, per due Palii di fila, quando correva per il comune di Moncalvo, a buttarsi tra gli zoccoli dei cavalli scalpitanti al canapo per sciogliere le briglia alla sua cavalla, Rapsodia, che vinceva i palii solamente senza il proprio fantino.

"Ho corso sempre con il cuore – ci aveva confidato in una intervista – e quello che avevo fatto, anche se a molti poteva sembrare un imbroglio, imbroglio non era, perché il Palio è una corsa diversa dalle altre, dove per vincere puoi usare anche l'intelligenza e l' astuzia per arrivare primo al traguardo".

Truciolo aveva vinto con questo escamotage due palii nel 1994 e nel 1995 e se li ricorda ancora come i più belli della sua vita: "Soprattutto quello del 1995 – ricorda – è stato uno dei Palii più belli della mia vita: l'ho vissuto intensamente con Gaetano (Guarino, all'epoca rettore di Moncalvo ndr) e tutti i giorni e tutte le sere eravamo in scuderia per progettare questa corsa, che alla fine, doveva essere una sorta di beffa nei confronti di tutti gli altri venti partecipanti".

C'è chi combatte con l'astuzia, e poi c'è chi ci mette il cuore: è il caso, per arrivare ad esempi più recenti, di Jonathan Bartoletti, fantino di Santa Caterina, che ha subito una squalifica lunga anni e uno stop forzato alla sua carriera per obbedire agli ordini del proprio rione, che in quel momento dicevano di fermare il fantino rivale della Torretta verso il Palio, uno dei favoriti quell’anno per il drappo.

Certo, "il pane del Palio è duro sette croste" come diceva una volta tale Salvatore Ladu detto "Cianchino" altro fantino che ad Asti non ha avuto la fortuna che meritava. Quanti sono i fantini che magari armati di buone possibilità hanno visto sfumarsi una carriera davanti agli occhi per un Palio sfortunato, una curva presa male, un cavallo che non “imbroccava” la corsa come i borghigiani volevano.

Il Palio è un pane duro perché il Palio è tutto fuorché una gara corretta, dove tutto il lavoro di un anno può sfumare in un secondo, in una curva, come è capitato a Massimo Coghe "Massimino" al Palio 2007, beffato all’ultimo giro da una cavalla scossa, Impera di San Secondo.

A volte è il fantino a pagare in prima persona il suo fallimento: la passione e l’impeto di certi borghigiani, il giorno del Palio, travalica molte barriere, e non sono stati pochi quelli che hanno dovuto lasciare la piazza scortati dalle forza pubblica.

Sono personaggi strani, i fantini, che vivono costantemente a contatto con questo circo un po’ matto e schizofrenico che è quello dei Palii.

E poi c'è lui, il più grande di tutti. Una volta ha detto di sè: "Esistono persone di eccezionale talento. Io lo ero". Con questo laconico commento stiamo parlando di Andrea Degortes, detto Aceto, uno dei fantini i più importanti del '900.

Con lui gli aneddoti e le leggende si sprecano. Su di lui a volte la realtà a volte si esagera, a volte si mitizza. Aceto, che in queste cose era un campione non solo sulla pista, le raccontava grosse, e tanti ancora non capiscono se quelle che diceva erano fanfaronate oppure no: rimane famoso, per esempio, quel Palio di Siena corso, a detta sua, con sotto la casacca il giubbotto antiproiettile.

A volte i fantini non stanno simpatici proprio a tutti.

domenica 21 agosto 2011

Asti si prepara al Palio..

Le prime bandiere già per la città
                                                                                                                                         
Manca ormai  meno di un mese al Palio. Già le prime bandiere fanno capolino nelle strade cittadine.
Andiamo quindi a fare un riassunto delle diverse accoppiate che dovrebbero trovarsi a Settembre in piazza Alfieri. Scontata la monta di Tanaro con Gianluca Fais e un cavallo che dovrebbe ancora essere scelto tra Abbashan e qualche altro esemplare.
Santa Caterina punta invece su Donato Calvaccio. Più complicata la situazione di Santa Maria Nuova, che deve aspettare alcuni ricontri sulle situazioni di salute di Bartoletti, lussatosi all'Assunta di Siena. Secondo molti doveva montare il cavallo grigio dello scorso anno Great Under Tead, ma sulla Signora bisogna ancora aspettare.
Nessun problema invece per Mulas, mentre per San Damiano certa l'accoppiata Massimo Coghe su Sister Bug. Va forte ultimamente il cavallo di Virginio Zedde (buona la prestazione alle ultime corse allo stadio), fantino della Torretta dopo l'infortunio del fratello.
Quindi tra le altre accoppiate, Andrea Coghe per Don Bosco, mentre Martin Ballestreros a Baldichieri monterà Blue Girl. A Montechiaro c'è Alessio Migheli mentre Federico Ghiani, fantino di San Paolo, probabilmente sceglierà tra uno deio suoi cavalli dopo le corse di sabato sera.
Mentre è sicura la monta di Danilo Todde a San Marzanotto, alla Cattedrale, il rione, anche se non ha ancora sciolto ufficialmente la riserva potrebbe montare Sebastiano Murtas e come cavallo si fa la voce di Abbashan.
San Silvestro sembra in bilico tra Andrea Mari e Bucefalo: se scegliesse quest'ultimo, con il cavallo Riverolino, Brio si accaserebbe a Canelli sicuramente con un cavallo della scuderia Mazzeo.
In grande spolvero anche Tittia, fantino di Nizza, che secondo il  forum del Palio sembra  dovrà scegliere tra Aberrant, Aradia o Saldenlove.
Viatosto deciderà all'ultimo minuto se scendere con Gianluca Mureddu  o Mario Canu, in base ai problemi alla schiena di quest'ultimo. Castell'Alfero vicino a Gianluca Spiga, ma senza cavallo, mentre San Lazzaro potrebbe montare a Bianchina o Franco Casu. Completano il quadro San Martino San Rocco, con Pusceddu e diversi cavalli tra cui scegliere (molti saranno presenti allo stadio), San Pietro con Antonio Siri, e Moncalvo che monterà probabilmente Dino Pes su Maristella.

Per quanto riguarda il palio degli sbandieratori, invece, viene data già per quasi vincitrice Santa Caterina. Giallo sulla partecipazione di San Lazzaro alla competizione del giovedì sera: l'unico gruppo astigiano in A1 viene raccontato come un po' in difficoltà nella preparazione di un numero dopo le fatiche dei campionati della domenica precedente. Come Outsider per il podio viene invece data la Cattedrale, e per una buona posizione anche se non da medaglia il borgo Viatosto. Dovrebbero comunque partecipare, oltre ai gruppi già menzionati Torretta, San Paolo, San Marzanotto, San Pietro, Santa Maria Nuova, Tanaro, San Secondo, Don Bosco e Castell'Alfero.

sabato 20 agosto 2011

Biglietti Palio: 70% di tagliandi venduti, oltre 550 posti a sedere in più e in discussione una razionalizzazione degli accrediti stampa

Ci avviciniamo alla data fatidica del 18 settembre, giorno in cui si disputerà il Palio ad Asti, e quest'anno i primi dati riguardo al numero di tagliandi venduti per assistere alla storica manifestazione sono molto confortanti.

"Abbiamo venduto oltre il 70 % dei biglietti totali - ha detto il consigliere delegato al Palio Maurizio Bertolino - questo si traduce che ad oggi abbiamo occupato quasi 4000 dei circa 5500 posti vendibili".

L'amministrazione visti anche i risultati dell'accesso di pubblico degli scorsi anni, quando il Palio ha fatto registrare praticamente il tutto esaurito, ha anche aumentato i posti a sedere di circa un 500 unità. "Siamo riusciti a fare ciò grazie all'unione di alcuni tribune in rettilineo, come la Comentina e la Catena, e anche restringendo la zona intorno all'argano, recuperando così circa un'ottantina di posti".


A questo proposito, nella disposizione dei posti nella zona canapo si annuncia quest'anno una piccola rivoluzione: "Cercheremo di far sedere il rettore e il vicerettore in una parte della tribuna stampa - ha detto Bertolino - e dedicargli così una parte riservata a loro. Per quanto riguarda la stampa, vogliamo razionalizzare gli accrediti, secondo me troppi gli scorsi anni - non arrivando a più di una cinquantina".

Con questo sistema, il Comune intende recuperare circa un'ottantina di posti nella tribuna Alfieri lato canapo che potranno essere venduti a 85 euro, con un aumento di entrate nelle case comunali di circa 6800 Euro.

Le modifiche comunque non sono ancora state decise: si aspetta un avvallo dei rettori e quindi potrebbero essere discusse nel Consiglio del Palio che dovrebbe farsi, presumibilmente l'ultima settimana di Agosto.

BIGLIETTERIA DEL PALIO – PRENOTAZIONE E VENDITA
A.T.L. Astiturismo - Piazza Alfieri,34
Tel 0141/ /320978
Mail : biglietteria@astiturismo.it
Orari : dal 30 agosto al 9 settembre : 10-12.30/15-18 ( da lunedì a venerdì)
Sabato 10 e domenica 11 settembre : 9.30/12.30
dal 12 al 17 settembre : 10-13 / 15-18
domenica 18 settembre : dalle 9 alle 16 (continuato)
Il 17 e il 18 settembre la biglietteria sarà trasferita presso Palazzo Civico,in Piazza Secondo (atrio , 1° ufficio a sinistra) .
TRIBUNA CENTRALE COPERTA
Alfieri (canapo) € 85,00
Alfieri (centrale) € 53,00
TRIBUNE IN CURVA
Solaro € 58,00
Roero € 43,00
Guttuari e Isnardi € 21,00
TRIBUNE IN RETTILINEO
Catena € 37,00
Malabaila € 27,00
Pelletta, Comentina, Gardini € 21,00
(fino a 5 anni ingresso gratuito)
PARTERRE gratuito

venerdì 19 agosto 2011

Bartoletti, lussazione alla clavicola destra

Un contrattempo di cui i grifoni farebbero volentieri a meno. Jonathan Bartoletti, fantino di Santa Maria Nuova, è infatti caduto nel recente Palio dell'Assunta a Siena, dove vestiva la casacca del Leocorno.
"Sto abbastanza bene - ha dichiarato il fantino alla Nazione di Siena - comunque ho una lussazione alla clavicola destra. Dovrò valutare se potrò rispettare gli impegni a Casteldelpiano e ad Asti. Adesso mi serve qualche giorno di riposo". Dal borgo rosa e azzurro ora si attende qualche notizia più precisa.

Viatosto farà una scelta dell'ultimo minuto?

PER UN ERRORE DI IMPAGINAZIONE, L'ARTICOLO IN DATA 15 AGOSTO DEDICATO AL BORGO VIATOSTO E' USCITO CON UNA FOTO CHE RITRAEVA UN MOMENTO DELLA SFILATA DEL RIONE SANTA CATERINA. RIPUBBLICHIAMO QUI L'ARTICOLO CON UNA FOTO ATTINENTE, SCUSANDOCI CON IL BORGO E IL RIONE INTERESSATI

Il borgo di Viatosto ha presentato ufficialmente due fantini: Mario Canu e Gianluca Mureddu. Visti i problemi di salute del primo, il borgo non ha ancora scelto la monta ufficiale, che potrebbe arrivare anche dopo le prove del venerdì.

Il Borgo Viatosto – anticamente detto Ripa Rupta – si trova all’estremo nord della città, graziosamente raccolto su un colle intorno alla chiesetta della Madonna di Viatosto, intatto, pregevole esempio di romanico. Dal sagrato della chiesa si può godere il singolare panorama della città di Asti. Viatosto, insieme con Don Bosco, ha vinto il Palio nel 1967, 1971 e 1980. Dal 1982 Don Bosco e Viatosto hanno costituito due Rioni distinti.

Scheda del Borgo e tema del Corteo Storico

Colori: bianco e celeste

Motto: Ad Maiora Semper

Rettore: Roberto Boero

Tema del Corteo storico: Il corpo di Eva, e la sua Giustizia


"Ha avvelenato il nostro progenitore, che era anche suo marito e suo padre, ha strangolato Giovanni Battista, portato alla morte il coraggioso Sansone. In un certo qual modo, ha ucciso anche il Salvatore, perché se non fosse stato necessario per il suo peccato, nostro Signore non avrebbe avuto bisogno di morire."Con queste parole lo scrittore medievale Goffredo di Vendôme descriveva il genere femminile, definendolo come il peggior nemico dell'uomo ed il principale responsabile di ogni sua caduta passata, presente e futura Il corpo della donna racchiude in sé elementi di fascino e mistero: è insieme il corpo di Maria, ma anche di Eva; trova la sua unica nobilitazione nella capacità di fornire una prole, è sottoposto al controllo e all’autorità del padre prima, e del marito poi. In sé, non appare avere un valore autonomo. E tuttavia, quale valore ha il corpo della donna, una volta violato per sempre? Sui numerosi episodi di violenza sul corpo femminile nel Medioevo, frequenti tanto in tempo di pace quanto in tempo di guerra, scende un velo di silenzio, ma gli Statuti della città sembrano recarne una traccia, prevedendo che: “se un cittadino di Asti o altri nel territorio astese o di qualunque provenienza rapisce con la violenza, in città o nei possedimenti astesi, una donna nubile o sposata che non risulti una prostituta, egli sarà condannato al pagamento di 1000 lire astesi, che andranno al comune”. In caso di mancato adempimento, era stabilito che il colpevole venisse bandito per sempre dalla città e i suoi beni fossero confiscati. Nulla però si dice sulle possibili conseguenze di questo delitto infamante: quid iuris? Qual è la giustizia per la morte di una donna a seguito di violenza? Per le vie della città di Asti si fa silenzio: sta passando un corteo funebre. Un frate lo precede, recitando sommessamente delle preghiere. Una giovane donna giace su una tavola sorretta da quattro uomini. Il suo pallido volto nasconde una morte violenta, ed è illuminato dalla luce delle torce. Seguono la madre, vestita a lutto e sorretta da giovani donne piangenti. Un piccolo gruppo di bambini procede in silenzio, accuditi da una balia. E’ morta una donna sposata, a seguito delle ferite riportate dopo aver subito una violenza carnale. Alla pena per la violenza si cumula quella per omicidio, reato disciplinato da un’apposita sezione degli Statuti, per il quale era prevista la pena capitale. Il marito della donna inveisce contro il probabile colpevole individuandolo tra la folla che segue il corteo: tenta di farsi giustizia da sé, gli altri invocano la presenza del Podestà e dei suoi magistrati per ristabilire la pace sociale, e per permettere all’accusatore di formulare e provare dinanzi a loro la propria denuncia. Il corteo prosegue intervallato da attimi di tensione, tra i pianti delle donne e le grida degli uomini. La povera ragazza giace, ormai ignara delle cose del mondo, e soltanto i bambini le tributano un ultimo gesto d’affetto, spargendo petali bianchi al suo passaggio.

La Pellegrini? Non doveva andare in piazza del Campo.. "complice degli aguzzini"

Lo striscione apparso davanti alla piscina di Verona
Gli animalisti questa volta se la prendono anche con il gossip. Se infatti le telecamere della diretta Rai indugiano sugli ospiti famosi presenti alle trifore di piazza del Campo a Siena in compagnia del compagno Filippo Magnini

“Federica Pellegrini… Complice degli aguzzini, vergognati!”: questo recita uno degli striscioni comparso nella notte tra il 18 e il 19 agosto sui muri della piscina di Verona dove si allena la nuotatrice veneziana, frutto di "un raid" notturno ad opera di 100% animalisti, gruppo già presente nelle cronache del nostro Palio.

"La Pellegrini, non contenta di far parlare le cronache rosa per i suoi amorazzi estivi - dichiara Paolo Mocavero, presidente di 100% Animalisti - non ha trovato di meglio che presenziare al Palio di Siena. La sua presenza ha un valore ben diverso da quella delle migliaia di babbei semplici turisti. Essendo un personaggio noto legittima e pubblicizza il peggiore di questi eventi in Italia nel quale sono morti circa 50 cavalli nel corso degli anni. Con questo comportamento si rende complice delle violenze inflitte agli animali. Il Palio - ha concluso Mocavero - è solo sofferenza, stress e rischio per i Cavalli, obbligati a correre in condizioni infami in nome di una presunta tradizione ormai superata e senza significato".

Piancastagnaio: vince Virginio Zedde

Virginio Zedde alla corse del Censin Bosia il 16 luglio
Virginio Zedde si aggiudica il Palio di Piancastagnaio per la contrada Coro, che precede Giovanni Atzeni per la contrada Borgo. Palio abbastanza nervoso con diverse partenze false alla mossa gestita dal mossiere Gennaro Milone.
Sempre più vicino ora il prossimo appuntamento di Asti: le ultime corse allo stadio sono in preparazione sabato prossimo.

giovedì 18 agosto 2011

Stasera si corre a Piancastagnaio


Si corre stasera il Palio di Piancastagnaio, come di consueto nella tradizionale data dei due giorni dopo il Palio dell'Assunta a Siena. Il mossiere sarà Gennaro Milone, al canapo quattro contrade:

Borgo (Giovanni Atzeni)

Castello (Francesco Caria)

Coro (Virginio Zedde)

Voltaia (Andrea Mari)

mercoledì 17 agosto 2011

Biglietteria del Palio, si cambia, quest'anno presso l'ATL


Quest’anno – dice Maurizio Bertolino – la biglietteria del Palio , è stata affidata all’Atl, grazie ad un nuovo accordo di collaborazione con il Consiglio d’Amministrazione dell’Ente .
Gli uffici di Piazza Alfieri 34 , infatti , ospiteranno da fine agosto la prenotazione e la vendita dei biglietti del Palio . Non si allarmi – continua Bertolino – chi avesse già prenotato i tagliandi nei mesi scorsi presso gli uffici comunali. Le prenotazioni sono valide e sono state trasferite agli addetti dell’A.T.L. che provvederanno alla vendita vera e propria.”
I tagliandi ancora a disposizione si trovano sulle tribune di rettilineo , sulla curva del Cavallone e in Tribuna Alfieri ,in zona arrivo.
Nei primi giorni di settembre sarà anche possibile ritirare i biglietti prenotati, secondo la tempistica degli anni scorsi.
La piazza Alfieri ,complessivamente ha una capienza di 5. 457 in tribuna di cui oltre 550 in più rispetto all’anno scorso.
Info : tel. 0141/320978 - mail : biglietteria @astiturismo.it

L'ultima vittoria fu una"Rapsodia"

Moncalvo non cambia formula: si ripresenta al canapo con Dino Pes "Velluto" per cercare una vittoria che manca dal lontano 1995.

Importante centro monferrino, Moncalvo dista 20 km da Asti ed è noto per la sua indiscussa tradizione enogastronomica e per essere stato capitale del Marchesato di Monferrato. Ricco di storia, le cui vestigia si possono ammirare ancora oggi – Chiesa di S. Francesco, bastioni, Chiesa della Madonna: ha, tra l’altro, dato i natali a Rosa Vercellana (la Bela Rusin) moglie morganatica di Vittorio Emanuele II. Moncalvo ha vinto il Palio per due anni consecutivi nel 1988 e 1989 e nel 1994 e 1995.

Scheda del Comune e tema del Corteo storico

Colori: bianco e rosso

Rettore: Diego Musumeci

Tema del Corteo Storico: Il “tuber terrae”: da essenza demoniaca a cibo dei re


Nonostante il tartufo fosse noto già nell’antichità, la sua natura ed origine rimanevano pressoché sconosciute e l’alone di mistero permase nel primo medioevo, quando veniva considerato a volte un animale, altre un vegetale o addirittura un minerale, ma comunque mortale. La superstizione popolare lo definiva “sterco del diavolo e cibo per le streghe” perché si pensava che, in quanto cresciuto in terreni contaminati da cadaveri, contenesse letali veleni. In alcune pericopi tratte da “De Materia Medica” di Dioscoride e da “Pratica Medicinae” di Guainero, infatti, si parla di avvelenamenti e di patimenti causati da tartufi e si riportano consigli per la disintossicazione. Non contribuiva a migliorarne la fama la credenza che il tartufo, in quanto potentissimo afrodisiaco, inducesse le anime al peccato traviandole con il suo aroma, considerato dagli alchimisti, una sorta di “quinta essenza” che provocava sull’essere umano un effetto estatico, una sublime sintesi della soddisfazione dei sensi. Così il tartufo rimase per secoli cibo per cinghiali, maiali, topi e lumache. Tra il XIV e il XV secolo, con il più generale rilancio del gusto per la buona tavola, il Tartufo o Tuber Terrae, rigonfiamento della terra, venne rivalutato e incominciò a diffondersi in Francia ed in Italia facendo bella mostra di sé, nella varietà bianca più pregiata, sulla mensa di re e prelati. Da cronache medievali nonché da lettere di cronisti e viaggiatori apprendiamo che l'intera patria astese e alcune zone del Monferrato sono esaltate come luogo di produzione dei più eccellenti e profumati tartufi, superiori per qualità a quelli francesi. Asti è il centro di maggior raccolta ed i suoi tartufi erano esportati anche alla corte mantovana dei Gonzaga e a quella milanese dei Visconti-Sforza. Con l’assurzione del Tartufo tra i beni di lusso, vero e proprio oggetto di scambio tra le famiglie nobili del basso Piemonte, nasce e si diffonde la figura del cercatore di tartufi, detto in piemontese “trifùlao”, e si sviluppano le tecniche più sofisticate, tenute segretissime, di reperimento del prezioso tubero con l’aiuto dei cani ed addirittura dei maiali, dotati di capacità olfattive straordinarie. La ricerca ed il disotterramento del tartufo si trasformavano anche in occasioni di divertimento per i potenti che, come narrano alcuni cronisti dell’epoca, occasionalmente prendevano parte a queste singolari battute di caccia.

Palio dell' Assunta con "Brio": si potrebbero riaprire i giochi per settembre?

Andrea Mari nel Palio dell'Assunta di ieri (Siena Free)
I fantini, si sa, hanno sette vite come i gatti. Lo dimostra Andrea Mari, in arte "Brio", che dato ormai già per "paliescamente" spacciato l'anno scorso, sembrava essere destinato a una decadenza che accomuna molti protagonisti del Palio da un anno all'altro paiono lasciare i giorni più gloriosi alle spalle. Ma a volte la sorte (soprattutto nel Palio) si sa, è capricciosa, è anche a chi era destinato un po' di oblio, può tornare con forza alla ribalta.

E' successo ieri sera a Siena, nel tradizionale Palio dell'Assunta (una della due corse che si tengono nella città toscana: l'altra, il Palio di Provenzano si è corsa il 2 luglio ed è stata vinta da Giovanni Atzeni per la contrada dell'Oca): Mari porta alla contrada bianco rossa un Palio praticamente perfetto e accredita la sua partecipazione anche al Palio di Asti, dove i più maliziosi pensavano già a lui come un fantino di seconda fascia.

Nella "carriera" , dopo un po' di nervosismo tra i canapi, parte in testa la contrada del Leocorno, con dietro Giraffa, Torre, Bruco. Stessa formazione fino alla prima curva del Casato. Al secondo giro di San Martino la Giraffa è già prima, inseguita dal Leocorno, Torre e Bruco. Resterà alla guida delle altre contrade fino all’arrivo conducendo il cavallo Fedora Saura (dato già tra i favoriti alla vigilia) in maniera impeccabile.

Ad Asti "Brio" era stato accreditato a San Silvestro, dove già aveva corso lo scorso anno: chissà se questi improvvisi alti e bassi della sorte scombineranno anche i giochi nella nostra città, ancora ben lontani dall'essere compiuti?

Per gli ultimi giri di valzer c'è ancora tempo, intanto mentre si spengono le luci su Siena tra poco si accenderà la ribalta su Asti: appuntamento importantissimo sabato 27 agosto allo stadio Censin Bosia con l'ultima corsa di preparazione al Palio. Sarà fondamentale vedere cavalli e fantini per capire le ultime mosse di rioni, borghi e comuni a poco meno di un mese dalla corsa di piazza Alfieri.

martedì 16 agosto 2011

Nizza corre con "Atzeni pigliatutto"

Atzeni monterà per il comune di Nizza: il vincitore del Palio di Legnano e del Palio di Provenzano di Siena catapulta il comune giallo rosso di diritto tra i pretendenti al drappo di Guarene.

Nizza Monferrato, anticamente detta “Nizza della paglia” perché, secondo la tradizione, nella fretta di costruire il borgo, gli abitanti coprirono i tetti con la paglia anziché con i coppi. Nizza è situata a 29 km a Sud-Est di Asti ed è centro agricolo di notevole importanza. Ricco di vestigia del passato – Palazzo Crova e Palazzo Civico con torre merlata – Nizza ha vinto il Palio nel 1986.

Scheda del Comune e Tema del Corteo Storico

Colori: giallo e rosso

Rettore: Pier Paolo Verri

Tema del Corteo Storico:La consacrazione in Santa Maria di Quinzano

Nel 1305, con la morte di Giovanni I, si estingue la dinastia Aleramica che dominava il Marchesato del Monferrato.
Il potere passò alla dinastia Paleologa e questa fase coincide con un lungo periodo di prosperità nel quale il Comune di Nizza raggiunge una notevole floridezza.
E’ proprio in quegli anni che il Comune si afferma come centro commerciale, completa i propri Statuti e definisce il suo contesto urbano.
Il prestigio raggiunto da Nizza è attestato da un evento risalente al 1369. Il Vescovo di Acqui, Guido II dei Marchesi di Incisa, per delega papale, consacrò Vescovo Melchiorre dei Marchesi d’Este. La consacrazione avvenne con una cerimonia solenne in Santa Maria di Quinzano, parrocchiale a ridosso del centro abitato di Nizza, alla presenza di altri tre Vescovi e di un fiduciario imperiale.
Il Vescovo Guido godeva infatti della piena fiducia del papato e dell’Imperatore Carlo IV.
Un evento di tale rilievo poneva Nizza al centro dell’attenzione politica e diplomatica e le grandi famiglie nicesi non mancarono certo di onorare la cerimonia di consacrazione.
Non solo il dovere di rappresentanza, ma anche la vanità umana ebbe il suo spazio in quell’occasione.
Il Clero indossava vesti sfarzose adatte alla solennità della cerimonia. Gli uomini e le donne delle famiglie nicesi ebbero occasione di ostentare i nuovi abiti ed il nuovo modo di vestire che si andava affermando nella seconda metà del ‘300. I colori e gli stili non sono più quelli grezzi del pieno medioevo. I tessuti diventano più curati e morbidi, la gamma delle tinte diventa più varia e l’abito non nasconde più il corpo di uomini e donne, ma comincia e valorizzarlo.

domenica 14 agosto 2011

San Lazzaro, il Palio e i campionati A1

Alla ricerca del drappo numero 6 con Virginio Zedde. così si potrebbe riassumere la strategia dei ramarri di quest'anno. Il borgo San Lazzaro, poi è anche occupato, la settimana prima del Palio, a Bra nel campionato nazionale A1 della Fisb, unica compagine astigiana a partecipare alla massima serie della federazione italiana sbandieratori.

Il Borgo è situato nella zona est della città oltre porta San Pietro: lo stemma ed i colori. San Lazzaro ha vinto il Palio nel 1987, nel 1991, nel 1999, nel 2001 e nel 2008.

Scheda del borgo e tema del corteo storico

Colori: giallo e verde

Motto: A temp e leu

Rettore: Remigio Durizzotto

Tema del Corteo Storico:“Il corpo femminile tra idea di bellezza ed igiene. cosmetici, balsami e profumi ad Asti nel medioevo”
“Belle, splendide erano le loro mogli, di bisso e porpora i loro vestiti e le loro teste coperte di preziosissimi gioielli …”. Così Guglielmo Ventura si inchina ammirato davanti ai segni della bellezza cortese e raffinata delle dame dei Guttuari. Ma quale era il loro aspetto? Il corpo è grande e snello, bianco e morbido. I capelli sono biondi con fronte spaziosa e priva di impurità. Il viso candido, roseo e splendente. Gli occhi lucenti, alteri e miti. La bocca è piccola, dolce e amorosa e i denti bianchi e serrati. La gola e le mani bianche, lisce e morbide. Il seno è fiorente. Questo l’ideale di bellezza femminile che emerge dalla lettura del Petrarca, del Sacchetti e di altri poeti minori del Trecento. E’ probabile che anche le dame astigiane rincorressero questo ideale di bellezza, utilizzando preparati oleosi, balsami e unguenti grazie a ricette tramandate oralmente o attraverso ‘i segreti’, raccolte scritte in stile semplice e talvolta rozzo. Le dame si avvalevano dell’aiuto degli speziali, che nelle loro botteghe preparavano unguenti per sbiancare la pelle con noci, garofano, perle bianche e noce moscata; per imbiondire i capelli usavano zafferano, saponi, semi di lino e camomilla, per distillati profumati gigli, lavanda, rose e fiori d’arancio. Queste e altre materie prime usate per la cosmesi, come argento vivo, allume di rocca, vetriolo, biacca, carpobalsamo, canfora, zenzero, gomma arabica, salgemma, spigo e tuzia vengono elencate negli “Statuta Revarum Civitatis Ast” tra le merci soggette a tassazione commerciate sul territorio di Asti, insieme a spugne, tela da asciugamani e vetro per specchi.
Il Borgo San Lazzaro intende rievocare il commercio e l’uso di cosmetici, balsami e profumi delle donne astigiane in un’epoca in cui la bellezza era sinonimo di ricchezza: dalla bottega dello speziale, dove le nobili clienti contrattano l’acquisto dei rimedi e i ricchi mercanti portano le esclusive materie prime, alla stanza privata in cui la dama si dedica alla cura di viso, corpo e capelli, aiutata dalla servitù per schiarire l’incarnato, decolorare i capelli o porre rimedio alle lentiggini. Chiudono il corteo dame con fiori profumati, incenso ed essenze ed i nobili astigiani che manifestano la loro opulenza con la bellezza delle loro donne.

sabato 13 agosto 2011

Castell'Alfero verso Spiga?


Chi poterà in piazza Castell'Alfero? Dal Comune ancora nessuna indiscrezione. Tra i papabili, Gianluca Spiga.

Ammesso alla corsa per la prima volta nel 1989 il Comune di Castell’Alfero, situato a 12 km da Asti in posizione panoramica, è rinomato per la produzione vinicola e per il castello settecentesco già appartenuto ai Conti Amico, ora sede del Comune. Nota, ai più, la frazione Callianetto che, secondo la tradizione, avrebbe dato i natali alla popolare maschera piemontese Gianduia. Castell’Alfero ha vinto nel 1997 e nel 1998.

Scheda del Comune e tema del Corteo Storico

Colori: azzurro bianco e oro

Rettore: Sergio Ravizza

Tema del Corteo Storico: Storia di una terribile pestilenza

Nel XIV secolo una spaventosa epidemia si diffonde in tutta Europa: la peste bubbonica, meglio conosciuta come “peste nera”, attraversa, tra il 1345 ed il 1350, villaggi e città ed un’oscura minaccia di morte si proietta anche sull’Italia, pur’essa contagiata dal terribile male.Fu Genova la prima città del Nord Italia ove comparve il morbo, ivi portato inconsapevolmente a bordo delle navi che commerciavano tra il Mar Nero e il Mediterraneo, ed in breve esso dilagò in Piemonte.Ad Asti portatori del contagio furono con ogni probabilità i mercanti astigiani che a Genova esercitavano stabilmente l’attività commerciale scambiando le merci di provenienza orientale con quelle di cui si rifornivano nei mercati del nord Europa. La malattia si presentò in due forme distinte (polmonare e bubbonica), entrambe talmente letali che a detta dei cronisti i contagiati morivano nel giro di appena due o tre giorni ed unicamente un settimo dei contagiati sopravvisse; pur se le notizie disponibili sono estremamente scarse, è fuor di dubbio che anche la popolazione di Castell’Alfero venne falcidiata.Molti, convinti che la peste fosse una punizione divina, cercarono conforto nella religione: nacquero movimenti religiosi, rogatorie e processioni impetravano quotidianamente l’aiuto divino, i flagellanti perrcorrevano le strade delle città percuotendosi a sangue in espiazione dei peccati, si diffuse il culto di San Rocco, patrono degli appestati. L’epidemia falcidiava la popolazione, vennero meno le istituzioni e la stessa vita civile, mentre bande di briganti si davano impunemente al saccheggio in uno stato di anarchia che sembrava non avere fine. Il corteo allestito dal Comune di Castell’Alfero intende presentare, con una teoria di quadri viventi, il triste affresco di un’umanità in balia del feroce morbo.

venerdì 12 agosto 2011

Canelli, da sempre la monta è un mistero fino all'ultimo mese

La monta di Canelli rimane sempre un mistero: chi difenderà quest'anno i colori del Comune spumantiero? Se il destino dei bianco e azzurri spesso pare legato alla scelta di altri borghi o rioni, quest'anno sulle rive del Belbo potrebbe arrivare Andrea Mari detto "Brio".

Il Comune di Canelli, centro spumantiero noto a livello internazionale, si trova a 30 km da Asti. Il paese, dominato dall’imponente mole del castello Gancia, ha il suo fulcro nella produzione vinicola di alta qualità dovuta, sopratuttto, a terreni particolarmente vocati per la coltivazione del vitigno moscato, “padre” del rinomato Asti Spumante. Canelli ha vinto il Palio nel 1974.

Scheda del Comune e tema del Corteo Storico

Colori: Bianco e Azzurro

Rettore: Gian Carlo Benedetti

Tema del Corteo Strocio:Impetrazioni a San Tommaso per la fortificazione di Canelli
Dopo il 1353, anno in cui Alessandro e Bonifacio Asinari perfezionarono l’acquisto del feudo di “Canelles”, grazie a un accordo con il Comune di Asti e all’assenso della Società del Popolo Astese, l’antica Canelli è a tutti gli effetti e fino al 1462 feudo degli stessi Asinari, che intraprendono opere di manutenzione e fortificazione edilizia. Oltre al “Castrum”, Canelli annovera tra gli edifici più importanti dell’epoca la Chiesa di San Tommaso, già documentata in atti pubblici del XII secolo. In un documento del 1834 infatti si legge: “…Con Bolla delli 14 Novembre dell'anno 1156 il Sommo Pontefice Adriano IV prende sotto la protezione di S. Pietro, e Sua la Chiesa d'Acqui, e stabilisce, che fermi rimangono, ed illibati in perpetuo i beni, e possessioni, che la medesima tiene giustamente, e canonicamente. E fra i beni di allora nomina espressamente: Censum de Ecclesia S.Thoma de Canello.” Il culto di San Tommaso, raffigurato con la lancia del martirio, la squadra e altri strumenti di arte muratoria, è molto diffuso sia nella Chiesa d’Oriente che d’Occidente. Il santo è noto come patrono degli architetti, dei progettisti e dei costruttori di edifici, per ragioni spiegate dallo storico Eusebio e da racconti legati alla tradizione. Si narra infatti che a Gerusalemme, allorché gli apostoli decisero di dividersi le diverse aree geografiche in cui andare a diffondere il messaggio di Cristo e a Tommaso fu assegnata l’India. Il re del paese, Gundafar, gli diede l’incarico di costruire un “palazzo celeste”: per tale motivo nell’iconografia classica San Tommaso viene quasi sempre rappresentato con una squadra o con una tavola di legno in mano. Al santo possono quindi appellarsi coloro che devono realizzare opere in muratura, costruzioni di vario tipo e coloro che per mestiere devono essere precisi ed affidabili. Il Comune di Canelli nel Corteo del Palio di Asti 2011 rievoca la richiesta di intercessione e protezione al Patrono San Tommaso per le nuove opere edilizie e l’offerta di doni per suffragare le impetrazioni. I nobili Asinari, i cittadini e il popolo tutto di Canelli, , in corteo recano strumenti delle maestranze artigiane e degli architetti impegnati nelle opere di ammodernamento, conservazione e ristrutturazione sul territorio dominato dalla illustre Famiglia.

giovedì 11 agosto 2011

San Pietro: dal "Buce" ad "Amsicora"

Si pensava che il re della piazza placasse la fame dei rosso verdi, con un digiuno di vittorie che si protrae dal 1983. Ma i due anni passati col "Buce" sono stati abbastanza deludenti e quindi quest'anno si cambia con Antonio Siri "Amsicora".

Il Borgo si colloca a est su una antica area suburbana, poco fuori l’antica porta di Santa Maria Nuova. L’elemento indubbiamente più importante del Borgo è il pregevole complesso di San Pietro in Consavia che comprende il Battistero, già chiesa del Santo Sepolcro, la chiesa quattrocentesca e la casa dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, attuale sede espositiva e del Civico Museo Archeologico e Paleontologico. San Pietro ha vinto il Palio nel 1968, 1969, 1973, 1983.

Scheda del Borgo e Tema del Corteo storico

Colori: Rosso e Verde

Rettore: Mauro Nivolo

Tema del Corteo Storico:Il linguaggio simbolico dell’abbigliamento
A dispetto delle leggi suntuarie nel medioevo l’abbigliamento è un elemento molto importante e curato nelle classi privilegiate: più il tessuto è luminoso e decorato più è ritenuto lussuoso e prestigioso; per questa ragione la scelta ricadeva su stoffe pregiate quali broccati di seta,velluti e damaschi. Ad Asti, una delle città più ricche del nord Italia, questi tessuti sono ampiamente utilizzati, come testimoniano gli Statuta Revarum, che stabiliscono l’ammontare del dazio per ciascuno di essi ed anche per le sostanze usate per tingere le stoffe. Infatti i colori hanno un ruolo determinante: le tinte devono essere calde, vivaci e luminose. Si affermano così canoni simbolici fissi che vanno oltre e ad ogni colore viene associato un significato figurato, che non si limita al semplice valore estetico che rende visibile lo status sociale o l’appartenenza ad una casata, ma reca in sé un preciso simbolismo esprimendo con il linguaggio visivo particolari condizioni.
Le spose e i nobili indossavano abiti di colore rosso perché simbolo di amore e nobiltà, il verde esprimeva fertilità e medicina, il nero lutto e penitenza ,il bianco o il rosato purezza e fede.
Il borgo San Pietro vuole così rappresentare la ricca società astigiana del XV secolo in occasione di feste e cerimonie, pubbliche e private, quando il “ ben vestire” diventava la cultura delle apparenze.

mercoledì 10 agosto 2011

San Martino San Rocco, con "Bighino" avranno meno sfortuna?



San Martino San Rocco si può iscrivere di diritto in quel "club" di rioni sfortunati che negli ultimi tempi hanno cercato il Palio e per colpa della sfortuna l'hanno perso per un soffio. Rimane emblematico il Palio del 2007, vinto dal cavallo di San Secondo all'ultimo giro, quando fino ad allora era saldamente in testa la "Burgà dji lader" con Massimo Coghe.

Dopo alcuni anni con Silvano Mulas, il rione cambia monta e si affida a Walter Pusceddu "Bighino".

Nella parte occidentale della città si stende il Rione San Martino San Rocco che occupa per tre quarti quello che fu il centro antico di Asti dove avevano i loro palazzi le nobili famiglie astigiane dei Roero, Pelletta, Malabayla, Catena; di quest’ultimo casato è ancora possibile ammirare il palazzo che alterna – come nella maggior parte dei monumenti astigiani – il cotto e il tufo a ricordare i colori di Asti, il bianco e il rosso. San Martino San Rocco ha vinto il Palio nel 1984 e nel 1985.





Scheda del Rione e Tema del Corteo Storico

Colori: bianco e verde

Motto A Bon Rendre

Rettrice: Franca Sattanino

Tema del Corteo Strico:Opicino Roero acquista il castello di Settime

Nel corso del Trecento, la nobile famiglia dei Roero, le cui dimore sono situate lungo la contrata Rotariorum, nei pressi della chiesa di San Martino, ha accumulato grandi ricchezze con l’attività creditizia condotta in numerosi centri d’oltralpe.Al tempo della dominazione orléanese, alcuni membri del casato, ramificato in diverse linee, impegnano le loro sostanze per acquistare castelli nel territorio astigiano e nello stesso tempo ricoprono ruoli importanti nell’amministrazione ducale: ne è un esempio quel Giovannino Roero di Revigliasco, scelto come tesoriere della Contea di Asti.I Roero compaiono inoltre tra i maggiori “azionisti” della cosiddetta “Società del Moleggio”, istituita dal duca Ludovico d’Orléans per dare impulso allo sfruttamento delle risorse locali, con lo scavo di un nuovo canale in grado di alimentare un sistema di mulini e opifici intorno alla città.Tra i soci del 1397 vi è Opicino Roero, figlio di Amedeo e fratello del tesoriere Giovannino: insieme avevano ottenuto una concessione per il banco di Aachen nel 1394 e nel 1405 finanziano le campagne militari del duca.Opicino, qualche anno dopo, mette a punto un’operazione finanziaria che lo conferma come uno dei protagonisti dell’aristocrazia terriera astigiana: acquista nel novembre del 1407 il feudo di Settime dalla famiglia Grassella.Corrado e Guidetto Grassella, consignori di Settime e Marchetto, Antonio e Bertino Grassella, consignori di Viale, discutono con Opicino, assistito dal fratello Giovannino, i termini del contratto che a breve dovranno firmare.La solennità dell’incontro tra le due famiglie è sottolineata dalla presenza del presbitero, rettore della chiesa di San Nicolao di Settime, del notaio che redigerà l’atto e dei familiari, tra cui Maddalena, moglie di Giovannino e Caterina, moglie di Opicino, accompagnate dai figli ed eredi.Chiudono il corteo gli homines di Settime, venuti a rendere omaggio ai nuovi Signori.

martedì 9 agosto 2011

San Silvestro verso il "Buce"'?


Chi monterà quest'anno il rione oro e argento? Alcuni accasano Bucefalo, il re della piazza ancora senza un contratto ufficiale, mentre altri danno la monta di Andrea Mari (questa pare avere anche qualche conferma ufficiosa in comitato) che altrimenti potrebbe andare in quel di Canelli.

Il Rione San Silvestro si trova nel cuore della città nei pressi della Torre Troyana o dell’Orologio. La chiesa da cui prende il nome e i colori fu consacrata nel 1096 da Papa Urbano II. La figura storica a cui si ispira il Rione è quella di Valentina Visconti, figlia di Gian Galeazzo Visconti, signore di Asti e di Milano.
San Silvestro ha vinto un solo Palio, quello a cui era abbinata la Lotteria nazionale nel 1992.

Scheda del rione e Tema del Corteo storico

Colori: oro e argento

Rettrice Maria Teresa Perosino

Tema del Corteo Storico: Le vesti nel corredo di Valentina, di passaggio ad Asti, nel viaggio da Milano a Parigi
Vesti, corredo e guardaroba erano parte importante della dote della promessa sposa che ella portava con sè nella nuova dimora in bauli, forzieri, cofani, grucciari, portantine, scortati da milizie armate, in viaggi lunghi e pericolosi. Tali beni, registrati in inventari notarili, sono un prezioso documento per conoscere le mode dell’epoca: il corredo rappresentava per tutti un elemento di prestigio e l'indicatore delle condizioni socio-economiche della famiglia. Un esempio famoso è il corredo di Valentina Visconti che, andando sposa nel 1389, nel tragitto da Milano a Parigi, passa per Asti portando con sé la dote di 200.000 fiorini d’oro, i diritti sulla Contea della Città ed un incredibile patrimonio di beni personali. Ne abbiamo testimonianza da una lettera dello sposo Ludovico di Turenne che ce ne offre un minuzioso elenco e dal documento che venne steso a Parigi il 15 dicembre 1389 per volontà del Duca d’Orleans come ricevuta e prova della consegna della dote. Tale inventario ora si trova pubblicato negli Annales Mediolanenses e nella Storia di Milano di Bernardino Corio. Il Rione oro-argento propone uno spaccato del trasporto della dote con ricostruzioni di abiti e corredo ponendo l’accento su alcuni particolari. Da rilevare le famose cinque cottardite, di cui quattro con cappuccio, di colore azzurro, bianco, vermiglio, confezionate in ricchi tessuti come lo scarlatto di grana, il velluto cremisi, e il drappo, ornate da ricami di teste di leone, lettere, trifogli, fiori (floribus boraginis) e fogliami, con brevi (ossia con cartigli) in cui sono iscritti lettere e motti e con emblemi gentilizi... e due seminate di perle e di diamanti. Secondo la moda d’epoca nell’elenco compaiono abiti e mantelli con coda, di velluto e seta verde, scarlatto e pavonazzo o di stoffa oro ed argento fatti venire dalla Lombardia e da Cipro… e poi guarnacche con tagli laterali (Finestre d’inferno) per mostrare le forme femminili, calze solate, pianelle, ed infine la famosa camicia da bagno (a camisia una socha candida subcinta). La presentazione dedica anche spazio al rituale tradizionale dal cui svolgimento si potevano trarre auspici positivi o negativi. Il corredo veniva accompagnato da personaggi di alto lignaggio che dovevano ostentarne la magnificenza e recare i simboli di abbondanza e fertilità: una ciotola piena di sale (saggezza) con tre uova (fertilità), un’altra ciotola con farina (ricchezza) ed altre tre uova, vino, olio, pane, rocca e lana da filare, il corredino da neonato ed il corredo della casa, tutti adorni di steli, petali di fiori e chicchi di grano.

lunedì 8 agosto 2011

La "nonna" di diritto tra le favorite

E' "la nonna" del Palio, ovvero il rione che non vince il drappo da più tempo. Anche se non è esattamente vero ( molti comuni e il borgo di San Marzanotto infatti sono ancora illibati di vittorie in quel di Asti) sicuramente la Cattedrale è una di quelle compagini storiche del Palio che manca la vittoria dal lontano 1977. Data negli ultimi anni sempre per favorita, raramente è riuscita a mantenere le attese. Certo, il rione bianco e azzurro corre con tutti gli occhi puntati addosso, e questo forse non contribuisce a quel clima che serve per costruire una vittoria. Il rione quest'anno non ha ancora sciolto le riserve, cosa che farà, per ammissione dello stesso rettore Ciccio Peraino, solo ai primi di settembre. Tra i candidati più probabili però ci sono Alberto Ricceri oppure Sebastiano Murtas.

Il Rione cittadino della Cattedrale prende il nome dalla monumentale fabbrica gotica che si erge in tutto il suo magico splendore nell’antico centro storico. Il Duomo che risale al XIV secolo, rappresentava nel medioevo il fulcro della vita astese: nella attigua piazza si svolgeva il mercato più importante della città e da quella stessa piazza, ancora oggi, prende avvio il corteo storico del Palio. Sono in corso alle spalle della Cattedrale importanti scavi archeologici che hanno messo in evidenza pavimenti di origine romana, sepolture altomedievali e i resti dell’antico Battistero di Santo Stefano. La Cattedrale ha vinto il Palio nel 1977.

Scheda del rione e tema del corteo storico

Colori: Bianco e Azzurro

Motto : Nec Potest Nobilior

Rettore: Francesco "Ciccio" Peraino

Tema del Corteo storico:La cattedrale, luogo di incontro fra civiltà ed epoche


Nel primo quarto del XIV secolo, mentre in tutta Europa le chiese fiorivano di guglie e marmi cesellati, ad Asti ebbe inizio la ricostruzione in forme rinnovate della Cattedrale, per volontà e sotto il controllo del vescovo Arnaldo di Rosette.
Per la nuova chiesa matrice si scelsero materiali locali, tufo e arenaria provenienti dalle cave del Monferrato, non per una volontà di parsimonia ma per una precisa coerenza con la facies urbana, per uniformità cromatica con i palazzi, le caseforti e le torri.
Bianco e rosso sono peraltro i colori del Comune: se, come si ritiene, il primo rappresenta il popolo, il secondo l’aristocrazia, il loro uso congiunto è espressione simbolica e benaugurante dell’accordo tra i ceti sociali cittadini.
Il lavoro di umili maestranze, sapienti lapicidi, artisti, scultori, decoratori estrosi, pittori raffinati fu reso possibile dal sostegno economico delle più ricche famiglie astigiane, munifiche committenti della nuova Cattedrale gotica di Asti: se la città aveva ormai perduto la propria indipendenza politica e nel corso del secolo si trovò a dipendere da Angioni, Visconti, Monferrato e Orléans, la nuova chiesa ne ribadiva la potenza economica e l’importanza nel quadro politico regionale.
Il Corteo Storico mette in scena i mecenati che sostennero con cospicui donativi l’edificazione della Cattedrale: sono rappresentati esponenti delle nobili famiglie Alfieri, Solaro, Malabayla, al patronato delle quali si devono le cappelle all’interno del Duomo.
Alla famiglia Pelletta è intitolato invece il portico sulla fiancata meridionale della Chiesa: secondo una leggenda questo capolavoro doveva celebrare la potenza della famiglia e l’amore di un giovane Pelletta per una fanciulla della casata dei Troya: di costei sarebbe l’effigie femminile che si affaccia al colmo del portico da un rosone traforato, che gli Astigiani da sempre conoscono come ‘Madama Troiana’.

domenica 7 agosto 2011

San Marzanotto alla ricerca della prima vittoria

Il borgo di Asti è il più giovane partecipante alla corsa. L'anno scorso ha festeggiato i dieci anni di fondazione del Comitato, ma il vero suggello, ovvero una vittoria al Palio di Asti, deve ancora arrivare. San Marzanotto ci riprova con Danilo Todde "Brucignolo" fantino riscoperto dal comitato dopo parecchi anni di latitanza dal Palio e a cui viene accordata la fiducia per il terzo anno consecutivo.

Il paese di San Marzanotto, borgo arroccato sulle colline a sud della città, al di là del Tanaro, è l’antico “Sanctum Marcianum de Rocha Sclavina”, ricordato dal cronista astigiano Ogerio Alfieri tra la più antiche località che costituivano il territorio del Comune di Asti nel secolo XII.

Fuori dall’odierno abitato, su una collina che si affaccia sulla valle del Tanaro, sorge, a testimonianza dell’epoca medievale, il castello di Belangero, antico feudo della nobile famiglia Asinari. San Marzanotto non ha al suo attivo alcuna vittoria.



Scheda del borgo e tema del Corteo Storico

Colori: blu e oro

Rettore Antonio Binello

Tema del Corteo storico:La restituzione della contea di Asti a Carlo d'Orléans.



Correva l'anno 1447 e precisamente il giorno 26 di Ottobre, quando il Duca Carlo d'Orleans entrò trionfalmente nella città di Asti, per ricevere la restituzione della contea dalle mani del governatore del distretto, Rinaldo di Dresney. Così aveva infatti ordinato il re di Francia nonostante le pretese di Francesco Sforza, signore di Milano, che ambiva a diventare anche Conte di Asti rivendicando l’eredità di Valentina Visconti. Carlo d'Orléans, accompagnato dalla consorte Maria, duchessa di Cléves e dai suoi segretari, percorse le vie cittadine sotto un sontuoso baldacchino portato dai nobili “de ospitio” Bartolomeo Scarampi, Guglielmo Asinari e Emanuele Malabaila e dai nobili “de populo” Giovanni de Curia, Benentino Damiano e Secondino Natta, i quali per l'occasione indossavano calze e cappucci di panno bianco, acquistati a loro spese, in segno di gioia e di rispetto per il Duca. Accompagnavano il corteo i membri del Consiglio Generale, le autorità civili e militari, e molte dame francesi e della città di Asti scortate dalle loro ancelle. Il popolo festante chiudeva il nobile corteo.Queste memorie giungono fino ai giorni nostri per merito dello storico Secondino Ventura che ce le tramanda nel suo Memoriale.La dinastia orléanese mostrò particolare benvolenza verso gli astigiani sia con il Duca Carlo d'Orléans, che amò la citta' di Asti come una seconda patria, sia con il figlio e successore Luigi e prima con la di lui madre duchessa Maria, a lungo reggente per il figlio in giovane età. Questa in particolare diede prova di lungimiranza e buon governo istituendo tra l’altro due fiere annuali, delle quali è rimasta memoria sino ai giorni nostri.A questo periodo di buon governo il borgo San Marzanotto dedica nel 2011 il proprio corteo.