martedì 6 agosto 2019

Verso il Palio - Il Rione Santa Caterina


Il nome del Rione deriva dalla pregevole chiesa parrocchiale (sec. XVIII) dedicata a Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. Adiacente alla chiesa si ammira la Torre rossa o di San Secondo in laterizi e arenaria, che nella parte inferiore conserva la struttura di porta palatina di epoca romana (I secolo d.C.), sopraelevata poi in età medievale (XI secolo). Il primo Palio e’ stato vinto nel 1970. Ha poi nuovamente vinto nel 2003 e nel 2014.

COLORI: rosso e celeste

RETTRICE: Nicoletta Sozio

VITTORIE:








1970

Sergio Ruiu "Il Professore" su Amedeo

Rettore: Giuseppe Nosenzo









2003

Giovanni Atzeni "Tittia" su Ergosong

Rettore: Nicoletta Sozio












2014

Andrea Mari "Brio" su 958

Rettore: Nicoletta Sozio



TEMA DELLA SFILATA: "Le fonti miracolose nella cappella sotterranea della Torre Rossa, luogo di prigionia di San Secondo"

Stefano Incisa, cronista e storico astigiano, nelle pagine del “Giornale di Asti”, nonché nell’appendice “Asti nelle sue chiese e iscrizioni”, racconta che nel 1782, in seguito a lavori di ristrutturazione della cappella sotterranea della Torre Rossa - luogo nel quale, secondo la tradizione, venne incarcerato San Secondo - furono ritrovati due pozzetti circolari attorno all’altare, luogo in cui, secondo una tradizione risalente al Medioevo, due piccole sorgenti stillavano l’una acqua salata e l‘altra olio.

Sempre secondo la leggenda, si trattava di liquidi miracolosi e pertanto impiegati per la cura di acciacchi e malanni: pare venissero distribuiti gratuitamente ai malati poveri, che giungevano in questo luogo con la speranza di ottenere sollievo per i loro problemi di salute grazie ad una profonda fede.
Tra il 1250 e il 1300 però i frati del complesso conventuale nel quale sorgeva la Torre Rossa, i Padri Serviti, spinti dalla cupidigia, avrebbero iniziato a far pagare questi liquidi miracolosi.
Gli ammalati poveri che si recavano ad acquistare ciò che le fonti dispensavano pagavano con gli scarsi beni di cui disponevano: prodotti della terra, piccoli animali e cibo sottratto alle loro mense; i nobili invece ostentavano la propria ricchezza e acquistavano l’acqua e l’olio miracolosi pagandoli con gioielli, pellicce e oggetti preziosi.
La leggenda narra che le due fonti, a causa di questo iniquo commercio, si inaridirono per sempre.
Il corteo rosso-celeste ricorda questa tradizione, che celebra la presenza del Santo Patrono all’interno del monumento simbolo del Rione.

FANTINO: Quattro Palii che hanno lasciato amarezza e la ferma intenzione di ritornare a recitare il ruolo dei protagonisti. Santa Caterina cerca riscatto e, dopo aver portato a compimento una delle trattative più discusse dell'inverno, lo farà affidandosi a Valter Pusceddu. Separatosi dalle Torretta dopo tre anni fatti di alti e bassi, infatti, Bighino ha accettato la corte di Santa Caterina, compiendo così il passaggio tra i due Comitati rivali e apprestandosi quindi a difendere il prossimo 1 settembre la giubba rossoceleste per la seconda volta in carriera.
Pusceddu, già vincitore ad Asti nel 2015 per il Rione San Paolo, aveva già corso per il Rione gigliato nel 2010 quando chiuse la finale al secondo posto alle spalle del Borgo Tanaro.
Oltre a quell’esperienza, però, numerosi sono gli intrecci tra Bighino e il Rione Santa Caterina. Pusceddu, infatti, oltre al secondo posto del 2010, conta nel suo curriculum altre due piazze d’onore, arrivate nel 2003 e nel 2014 quando, in entrambe le occasioni, a vincere il Palio era stato proprio il Rione rossoceleste. 
Già detto della vittoria del 2015 con San Paolo e dei tre secondi posti arrivati nel 2014 sempre con San Paolo, nel 2010 con Santa Caterina e nel 2003 con San Secondo, il curriculum astigiano di Pusceddu è completato da altre sei finali, per un totale di dieci finali raggiunte nei 20 Palii corsi in Piazza Alfieri. Oltre ai Borghi e Rioni già citati, Bighino ha vestito ad Asti anche i colori di Tanaro, San Damiano, Cattedrale, Viatosto e San Martino San Rocco.
I brillanti risultati raggiunti nel nostro Palio non sono gli unici della carriera di Pusceddu che è fatta anche di grandi trionfi negli altri Palii italiani. Tra questi spiccano le due vittorie a Legnano nel 2005 e nel 2008, le sette a Castiglion Fiorentino (2004, 2005, 2008, 2010, 2014, 2015 e 2017), le due a Fucecchio (nel 2013 e nel 2018) e le tre a Bientina (2009, 2013 e 2015). In stagione, infine, Bighino ha aggiunto al suo ricco palmares anche la vittoria a Ferrara, dove ha portato in trionfo San Luca.
A lui, quindi, Santa Caterina affida il compito di ritrovare, quantomeno, l'accesso alla finale che manca proprio dalla Vittoria del 2014.

CAVALLI: Due presenza alle Prove d'addestramento allo stadio, cinque cavalli testati e la possibilità di scegliere tra un parco di mezzosangue di elevato livello. Se nelle prove di inizio luglio Bighino aveva provato Ultimo Baio, Sultano da Clodia e Virago chiudendo tutte e tre le batterie in seconda posizione, in quelle della fine dello stesso mese sono arrivate prestazioni ancora più brillanti. Bighino, infatti, ha raccolto indicazioni decisamente positive dai cavalli della sua scuderia Sultano da Clodia e da Shamera, ma anche da Uragano Rosso e Virago. La scelta finale sarà ardua, anche alla luce dei risultati ottenuti dagli stessi cavalli in stagione. Sultano, Virago e Uragano Rosso hanno brillato in parecchie corse di provincia, mentre Shamera ha preso parte al Palio di Bientina. Se ad oggi i favoriti ad arrivare alle visite veterinarie parrebbero essere Sultano da Clodia e Shamera, non sono da escludere le altre strade con Pusceddu che, conoscendo bene i suoi cavalli, saprà portare al canapo il cavallo maggiormente adatto al tracciato di Piazza Alfieri.