venerdì 2 agosto 2019

Verso il Palio 2019 - Il Comune di Castell’Alfero


Ammesso alla corsa per la prima volta nel 1989, Castell’Alfero, situato a 12 km da Asti in posizione collinare, è rinomato per la produzione vinicola e per il castello dalle linee settecentesche già appartenuto ai Conti Amico, ora sede del Comune.
Nota ai più la frazione Callianetto che, secondo la tradizione, avrebbe dato i natali alla popolare maschera piemontese “Gianduia”.

COLORI: azzurro, bianco e oro

RETTORE: Fabrizio D’Agostino

VITTORIE: 


1997

Claudio Bandini "Leone" su Pierino

Rettore: Piero Berrino


1998

Claudio Bandini "Leone" su Pierino "Pierino Bis"

Rettore: Piero Berrino















TEMA DELLA SFILATA:  "Valentina Visconti porta in dote la terra di Castell’Alfero”

Valentina Visconti, figlia di Gian duca di Milano e dal 1379 signore di Asti, giunse nella nostra città durante il viaggio che doveva portarla in Francia, a Melun, ove avrebbe sposato Luigi di Turenne, conte di Valois e di Beaumont.
Il 25 giugno del 1389 Valentina giunge ad Asti, accompagnata dal cugino Amedeo VII di Savoia, il Conte Rosso; era partita da Milano con la scorta di trecento cavalieri a tutela sua e dell’ingente corredo che portava in dote: un anticipo di 200mila fiorini sulla dote convenuta di 450mila; stoffe pregiate; vasellame ed oggetti artistici in oro, argento, avorio, ambra, corallo, cristallo; preziosi libri miniati; abiti eleganti; rari e pregiati testi; diamanti; smeraldi; zaffiri; rubini, perle.
Nel bagaglio privato, era custodito un mazzo di Tarocchi: un innocente passatempo che in seguito i suoi detrattori presso la corte di Parigi avrebbero strumentalmente utilizzato a supporto dell’accusa di pratiche magiche, di cui la giovane sarà oggetto.
Valentina inoltre ricevette dal padre la Contea di Virtù in Francia, la stessa che ventisette anni prima la madre Isabella aveva portato in dote a Gian Galeazzo, e in Italia la città di Asti con l'intero contado.
L’atto dotale cita tutte le località che erano ricomprese nel territorio di Asti: tra queste anche Castell'Alfero, che viene definita terra ben popolata e chiusa da mura.
Il Comune bianco, azzurro e oro ricostruisce il corteo che accompagna Valentina e la sua sontuosa dote: personaggi di alto lignaggio sfilano indossando abiti e mantelli con strascico, di velluto e seta, arricchiti da ricche passamanerie d'oro e d'argento e da molte pietre preziose. Alcuni recano simboli di abbondanza e fertilità: una ciotola piena di sale, simbolo di saggezza, le uova ad augurare fertilità, una ciotola di farina, metafora della ricchezza, decorate con petali di fiori e chicchi di grano.

FANTINO: Sette anni senza riuscire a disputare la finale, il forte desiderio di riscatto ed un ritorno che, dietro al suo intrinseco romanticismo, potrebbe nascondere molto di più. Il ritorno di cui sopra è, naturalmente, quello di Gianluca Fais, fantino scelto da Castell’Alfero per provare ad essere protagonista nel Palio del prossimo 1 settembre. “Vittorio” tornerà a vestire i colori azzurri, bianco, oro con l’obiettivo minimo di ricalcare quanto di buono fatto nelle precedenti cinque occasioni quando, tra il 2005 ed il 2009, aveva saputo regalare al Comune di Castell’Alfero tre finali, con un quarto posto quale miglior risultato. 
Per Fais quello del prossimo settembre sarà il dodicesimo Palio in Piazza Alfieri. Debuttante ad Asti nel 2000, chiamato dal Borgo Viatosto a disputare la finale del Palio subentrando nell’occasione come fantino di riserva, dopo i cinque già citati anni con Castell’Alfero, nel 2010 Vittorio si accasò a Tanaro. Una scelta indovinata che portò il Comitato fluviale ed il fantino sardo alla vittoria del Palio, momento più alto della carriera di Fais. L’anno successivo, confermato da Tanaro, Fais si infortunò nelle prove del venerdì e fu costretto ad alzare bandiera bianca. Dopo un’assenza anche nel Palio del 2012, Vittorio fece ritorno ad Asti nel 2013 scelto dal Borgo Don Bosco. Quella fu la prima di quattro esperienze in giallo-blu, fatte di due eliminazioni in batteria e due finali. L’ultima, quella del 2016, vide Fais protagonista del contatto all’ultimo Cavallone con Dino Pes, che costò la vittoria alla Cattedrale ed interruppe la rimonta dello stesso Fais. Fu quella l’ultima esperienza astigiana di Fais che negli ultimi anni si è dedicato in particolar modo alle corse in Sardegna, ottenendo risultati importanti. 
Ora il ritorno “in continente” per disputare il Palio di Asti con Castell’Alfero. Un Palio che vedrà  i bianco-azzurri-oro sicuri protagonisti della corsa dei Comuni, con un fantino di sicuro affidamento.

CAVALLI: Una sola presenza alle Prove d’addestramento allo stadio ma, allo stesso tempo, la possibilità di poter contare su cavalli di grande livello. In occasione delle prove di inizio luglio, infatti, Fais ha provato Unadea e Qui Pro Quo, due cavalli decisamente interessanti. A parlare per entrambi è il curriculum. Quello di Quo Pro Quo, negli ultimi quattro anni, mette in mostra le tre vittorie consecutive a Castiglion Fiorentino (2016, 2017 e 2018) e quella arrivata nel gennaio di quest’anno a Buti. Ancora nessuna vittoria nei Palii ma diverse presentazioni brillanti, invece, per Unadea che in stagione vanta una vittoria alle corse di Fucecchio ed un secondo posto a quelle di Monteroni. Da sottolineare, inoltre, come entrambi i cavalli abbiano già conosciuto il tracciato di Piazza Alfieri: Qui Pro Quo nel 2017 disputò le prove con San Marzanotto, mentre Unadea fece lo stesso lo scorso anno con San Martino San Rocco.
Se i due cavalli montati da Fais nelle Prove allo stadio paiono essere le scelte più accreditate, non sono comunque da escludere colpi di scena. Sempre in occasione delle Prove di inizio luglio, infatti, Castell’Alfero aveva iscritto, oltre alla già citata Unadea, altri due cavalli della scuderia Topalli: Quisario e Red Riu. Da non escludere, quindi, la possibilità che i due possano rappresentare le alternative extra lusso del Comitato guidato dal Rettore D’Agostino.