mercoledì 21 agosto 2019

Verso il Palio 2019 - Il Rione Cattedrale


Il Rione della Cattedrale prende il nome dalla pregevole fabbrica gotica che si erge in tutto il suo magico splendore a occidente dell’antico centro storico. Il duomo, che nelle forme attuali risale al XIV secolo con torre campanaria del 1266, rappresentava, nel Medioevo, il fulcro della vita astese: nella attigua piazza si svolgeva un importante mercato e da quella stessa piazza, ancora oggi, prende avvio il corteo storico del Palio.

COLORI: bianco e azzurro

RETTORE: Giuseppe Monticone

VITTORIE:













1977

Marco Grattarola su Larson

Rettore: Giovanni Pasetti


TEMA DELLA SFILATA: "La Cattedrale e i suoi santi"

Il coro ligneo di Baldino da Surso Verso la seconda metà del XV secolo i canonici del Capitolo della Cattedrale, grazie anche all’appoggio delle ricche famiglie del Rione, decisero di avviare una serie di importanti lavori di decorazione all’interno della fabbrica del Duomo. Tra questi, di grande rilievo fu senza dubbio la costruzione di un nuovo e imponente coro ligneo da collocarsi nel presbiterio per ospitare i religiosi durante le celebrazioni liturgiche. I canonici, intenzionati a lasciare ai posteri un’opera che desse lustro alla Cattedrale e rispecchiasse il loro potere, commissionarono la sua realizzazione al pavese Baldino da Surso, importante artista ebanista attivo in quegli anni in area piemontese. Il progetto si presentava decisamente imponente e prevedeva la costruzione di un coro diviso in due ordini, tale da ospitare poco più di sessanta religiosi: l’ordine superiore, il più spettacolare, si componeva di trentasei sedute i cui dossali, intagliati a bassorilievo, raffiguravano altrettanti santi, uno per ogni prebenda posseduta dal Capitolo. Visto l’impegno che tale commissione avrebbe richiesto, Baldino, probabilmente in età avanzata, fu affiancato nel lavoro da un artista di formazione nordica il cui nome è rimasto fino a oggi sconosciuto. Alla mano di questo abile ebanista, caratterizzata da panneggi secchi e spigolosi tipici di una cultura “tedescheggiante”, si devono diciotto dei dossali oggi sopravvissuti: tra questi spicca senza dubbio quello raffigurante San Secondo d’Asti, rappresentato mentre regge con una mano il modello della città. Purtroppo perduto, ma attestato da documenti del XVI secolo, il dossale raffigurante la titolare della Cattedrale, l’Assunta. Nel coro ligneo si alternano pertanto due mani differenti che, seppur appartenenti a culture diverse - quella tardo gotica lombarda di Baldino e quella d’Oltralpe dell’anonimo -, si fondono in un’opera unica di grande pregio artistico. Nel 1477, un anno prima di morire, Baldino termina il lavoro, lasciando sul coro la sua firma ancora oggi visibile. L’arredo, rimosso dalla Cattedrale nella seconda metà del XVIII secolo a seguito dell’ampliamento del presbiterio, è oggi ammirabile presso il museo diocesano San Giovanni. Il rione Cattedrale intende rievocare la nascita e la realizzazione di questo importante capolavoro dell’arte astigiana, riportando in vita coloro che si impegnarono nella sua realizzazione: i canonici, i nobili del Rione ma soprattutto i due grandi artisti del legno, Baldino e l’anonimo nordico, accompagnati dai santi da loro scolpiti.

FANTINO: Il sogno della vittoria accarezzato e quasi tramutato in realtà nel 2016, la finale partita male ma conclusa poi al quinto posto nel 2017, Il secondo posto a pochi centrimetri dalla vittoria nel 2018 ed il fortissimo desiderio di interrompere un digiuno che dura da troppi anni. La Cattedrale vuole il Drappo e, per il quarto anno consecutivo, si appresta ad inseguirlo con Dino Pes, fantino confermato anche per il Palio 2019. Velluto correrà ad Asti il suo diciassettesimo Palio in Piazza Alfieri, il quarto, come detto, in biancoazzurro. Debuttante nella nostra corsa nel lontano 2000 con i colori di San Martino San Rocco, Pes ha poi difeso anche i colori di Castell'Alfero (2001, 2002 e 2004), Viatosto (2006), Moncalvo (dal 2007 al 2011), San Lazzaro (2012) e San Secondo (2014 e 2015), prima di fare il suo approdo in Cattedrale nel 2016. In queste sedici edizioni Pes è stato capace di approdare in finale dieci volte, risultato sempre ottenuto nelle sue ultime sei partecipazioni astigiane. Il secondo posto dello scorso anno è, sinora, il miglior risultato ottenuto.
Velluto arriverà in Piazza Alfieri al termine di una stagione che lo ha visto al canapo nei Palii della Costa Etrusca, di Legnano, di Feltre e di Pinacastagnaio. In nessuno di questi, pero, è arrivata la vittoria. Un risultato che, sicuramente, Pes inseguirà in Piazza Alfieri.

CAVALLI: Tre presenze su tre allo stadio, tanti cavalli testati ed un quarto che appare chiaro. La Cattedrale arriverà al Palio con Ribelle da Clodia quale prima scelta e, con ogni probabilità, con uno dei cavalli della scuderia del suo fantino come cavallo di riserva. Impossibile avere dubbi su Ribelle da Clodia, lo scorso anno secondo in Piazza Alfieri ed apparso ancor più in forma in questo 2019. Nel curriculum del cavallo della scuderia Narduzzi, però, manca ancora la vittoria. Se nelle due Prove allo stadio, infatti, Ribelle ha mostrato un impressionante cambio di passo, nel recente Palio di Piancastagnaio è arrivato un altro secondo posto, ancora una volta per pochi centimetri. Ad Asti, così, Ribelle avrà l'occasione per arrivare alla definitiva consacrazione.
Nonostante la prima scelta possa già far dormire sonni tranquilli alla Cattedrale, il Comitato bianco azzurro porterà comunque in Piazza anche un secondo cavallo di ottimo livello. Probabile che questo risponda al nome di Ugo Ricotta o di Uva Passa, mezzosangue testati da Pes nelle Prove di inizio luglio. Entrambi iscritti al Protocollo senese ed entrambi partecipanti al Palio della Costa Etrusca (con Uva Passa che ha preso parte anche ai Palii di Monticiano e Feltre) i due cavalli offrono buone garanzie a Pes che potra scegliere tra i due il più adatto a ricoprire il ruolo di riserva del Rione Cattedrale.