martedì 1 maggio 2012

Stima 2012 (con sorpresa)


Riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo

Stamattina, alle 5.37, arriva alla nostra redazione una foto di uno striscione con il seguente messaggio:


"Addì 01 Maggio 2012, giorno di San Secondo patrono della città di Asti, il popolo astese esprime il disappunto per la condotta del gruppo "ufficiale" del Palio di Asti e per il ruolo che è stato loro (discutibilmente) affidato.


NOI anonimi".

Fedeli alla nostra funzione informativa, rendiamo pubblico il messaggio e la foto, dissociandoci da quanto espresso nello striscione.

Si sono concluse le cerimonie dell'Offerta del Santo: Canelli era presente

Si sono concluse le cerimonie dell'Offerta del Santo: Canelli era presente

La pioggia ha solo parzialmente intaccato la consueta cerimonia dell'Offerta del Palio alla Collegiata di San Secondo, che si è tenuta stamattina.


Un acquazzone, infatti, si è abbattuto su piazza San Secondo subito dopo la conclusione dell'esibizione dell'Asta.

Canelli, come già annunciato ieri, ha partecipato alla cerimonia con il rettore Gian Carlo Benedetti e il vessillo.

Alle domande dei giornalisti su quali saranno le future intenzioni del Comune di Canelli, il rettore si è trincerato dietro un "no comment" rimandando il tutto al prossimo Consiglio del Palio.

Testimoni però hanno visto il rettore spumantiero avvicinare il consigliere delegato al Palio Maurizio Bertolino subito dopo la conclusione della cerimonia nell'androne del Palazzo Civico, sostenendo, pare che Canelli correrà il Palio quest'anno oppure preferisce essere "radiato" per sempre dalla manifestazione.

Un piatto caldo per tutti nel giorno del Santo Patrono


Un piatto caldo per tutti nel giorno del Santo Patrono
Il giorno della Festa del Santo Patrono, per tradizione, tutti avevano diritto almeno a un piatto di minestra.Pare che l'antica usanza, risalente al Medioevo, fosse particolarmente in uso nei secoli XVII e XVIII.


Le Confraternite adottarono questa forma di beneficenza soprattutto in prossimità di ricorrenze religiose. Le confraternite di Asti, che in età antica erano ben sette (San Michele Arcangelo, Piccola Annunziata, Santissima Trinità, Santissima Misericordia, Viatosto, San Rocco e San Secondo) hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del tessuto sociale della città.


Esse sono state utilizzate principalmente dagli ordini predicatori e mendicanti (francescani e domenicani), come inquadramento delle popolazioni contadine, attraverso grandi movimenti penitenziali di massa. In un primo tempo le Confraternite erano miste, ma in seguito le donne costituirono delle loro associazioni completamente autonome, denominate Umiliate.La divisa di ogni Confraternita è caratterizzata da un colore distintivo che indossano tutti i confratelli a simboleggiare l'uguaglianza tra gli iscritti.


Nelle cerimonie religiose, i "penitenti" portano un saio di tela detto "sacco", sormontato da un cappuccio, che in alcuni casi scende fino a coprire completamente il viso, lasciando solo i fori per gli occhi.


Le Confraternite sono governate da funzionari. Le cariche principali sono il Priore ed il vice-Priore, coadiuvati dai Consiglieri, che nel caso astigiano variavano da quattro a non più di dodici.


Da esse prendono forma gli attuali rioni cittadini, ed erano sempre le confraternite a distinguersi negli atti di carità, come la minestra dei poveri.Si trattava prevalentemente di zuppe di verdura o di legumi che servivano, nella giornata di festa, a rallegrare i meno fortunati.


Ad Asti la tradizione è rimasta, e subito dopo la messa, alle 12.30, la pro loco di Castiglione in piazza San Secondo offrirà gratuitamente pasta e fagioli, soma d’aj e una fetta di dolce , il tradizionale "caritin" Per tradizione il primo piatto viene servito dal sindaco e dal rettore della Collegiata.

La Storia, la devozione, i miracoli di un Santo

La Storia, la devozione, i miracoli di un Santo

Martedì di maggio è la festa di San Secondo. Le prime notizie sulla vita di san Secondo sono tratte dall'opera Acta Sanctorum di Jean Bolland, gesuita, che nel Seicento, con altri suoi confratelli, cominciò a raccogliere le vite dei santi. Il mito tramanda che Secondo, vissuto al periodo dell'imperatore Adriano, di nobili origini astigiane, fosse un fervente idolatra ascritto alla milizia romana. La devozione che i fedeli astigiani professano verso san Secondo, concittadino eletto a patrono, è da sempre vivissima.

Dapprima la festività si celebrava il 30 marzo, poi, siccome detto giorno cade sovente nella settimana Santa o se non altro in Quaresima, si trasportò la festa al giovedì dopo la prima domenica dopo Pasqua, cioè in Albis. Nel 1818 con rescritto di Papa Pio VII, la si fissò il 1° martedì di maggio.Già nel 1100 i feudatari astigiani partecipavano alla processione per la festa annuale del Santo con le torce. In seguito si organizzarono i fuochi artificiali. Si dava inizio allo spettacolo pirotecnico con lo squillo delle trombe e con l'incendio della colombina, compito sempre affidato ad una dama della nobiltà. E la Festa di San Secondo, oggi come allora, era una festa che univa tutti, potere civile ed ecclesiastico.




Ora, una sfilata di rappresentanza dei rioni, borghi e comuni, suggella questo momento catartico "dell’offerta": rettori, paliofili, autorità civili e politiche si uniscono, al suono delle chiarine nell’atto di devozione a San Secondo, "perpetuo sindaco celeste". Il corteo partirà alle 11,30 da piazza Roma, per giungere in Collegiata dove verrà celebrata la funzione.Ed è un momento particolarmente emozionante la messa solenne del martedì di San Secondo. Prima del "Gloria" entra il corteo che porta il Palio da offrire al Patrono. E’ il sindaco, al momento dell’offertorio, a consegnare il Palio nelle mani del sacerdote celebrante: è questa la "tregua di Dio" un momento di pace tra le continue traversie, ieri tra libertà comunali e Papato, oggi, più prosaicamente, tra laici e cattolici.




Poi, alla fine della cerimonia, ci sarà la consueta offerta degli olii per la lampada votiva che splende nella cripta che contiene le reliquie del Santo. San Secondo riposa nella cripta dal momento della sua decapitazione: nei secoli IX e X le incursioni barbariche ne obbligarono il trasferimento nel Duomo, più sicuro perché collocato all'interno della cinta muraria. Di tale traslazione non esistono documenti certi, ma verso l'880 la fabbrica appare intitolata a "Santa Maria e a San Secondo" che confermerebbe la presenza delle reliquie in tale edificio. Secondo l' Incisa (1742-1819), la traslazione definitiva sarebbe avvenuta sotto l'episcopato di Bruningo il quale, prima di riportare nuovamente le reliquie del Santo nella collegiata, avrebbe fatto ristrutturare ed ampliare la chiesa. Nel 1597 le reliquie vennero depositate sotto l'altare maggiore in una cassa argentea, offerta da Emanuele Filiberto di Savoia.

Striscione choc contro l'Asta, Doglione: "Siamo allibiti e sconcertati"

Striscione choc contro l'Asta, Doglione: "Siamo allibiti e sconcertati"

"C'è poco da commentare su quanto è successo: siamo allibiti e sconcertati dal gesto di questa notte"questo il primo commento del presidente dell'Asta Rolando Doglione dopo lo striscione apparso in piazza del Cavallo che associava l'Asta assieme alla figura di un impiccato.


"I responsabili di questo gesto si assumeranno le proprie responsabilità - ha continuato Doglione- del fatto sono già state informate le competenti autorità che stanno svolgendo i rilievi tecnici e scientifici".

Oltre allo striscione, stamattina è apparso anche un cartello appeso alla sede del gruppo con la scritta "Chiuso per fallimento" e "per affitto rivolgersi Doglione", come ci comunica Paolo Raviola, ex Capitano del Palio e membro del direttivo dell'Asta.

"Dopo quarant'anni di attività - afferma Raviola - certo non abbiamo paura di quattro imbecilli. Noi siamo andati dritti per la nostra strada, e non ci abbiamo speso più di un minuto. Al resto penseranno le autorità competenti".